USA, licenziamenti Challenger maggio in leggero aumento a 24.586 unità

(Teleborsa) – Si registra un piccolo aumento, anche se il dato rimane basso, nei licenziamenti negli Stati Uniti nel mese di maggio. Secondo il rapporto Challenger, Gray & Christmas, le principali società statunitensi hanno rilevato un taglio di circa 24.586 posti di lavoro, comunque in decremento del 93,8% rispetto ai 397.016 dello stesso periodo del 2020.

Il dato rivela però un aumento contenuto rispetto al mese precedente, quando si erano registrati 22.913 licenziamenti, con un aumento del 7%. Da inizio anno si sono registrati 192.185 licenziamenti (-86% rispetto al pari periodo del 2020). I tagli attribuibili al Covid-19 sono scesi a 686 a maggio, dai 209.147 annunciati a maggio 2020. Da inizio anno i datori di lavoro hanno utilizzato questo motivo per 7.608 tagli, rispetto ai 984.037 fino a maggio dello scorso anno.

“Molti datori di lavoro, in particolare quelli colpiti duramente durante la pandemia, come i negozianti e le società attive nei settori dell’ ospitalità e del tempo libero, hanno difficoltà a trovare lavoratori. Molti offrono bonus alla firma o salari più alti per attirare i lavoratori”, ha commentato Andrew Challenger, Vicepresidente senior di Challenger, Gray & Christmas. “Mentre il mercato del lavoro si restringe, come è tipico, i lavoratori possono trovare datori di lavoro che offrono vantaggi e benefici più interessanti, inclusi salari iniziali più alti, mentre cercano posizioni”, ha aggiunto.

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