USA in recessione? Per Yellen non “inevitabile” ma non tutti la pensano così

(Teleborsa) – Le politiche restrittive della Fed porteranno l’economia USA in recessione o no? Se ne continua a parlare Oltreoceano, dove la banca centrale ha avviato una campagna di austerità per raffreddare l’inflazione, ed ha annunciato aumenti ripetuti dei tassi al ritmo più veloce in 30 anni.

Nonostante questo, l’attuale Segretaria al Tesoro Janet Yellen, facendo proprie le convinzioni del Presidente Biden, ha affermato che una recessione non è “inevitabile” e che l’inflazione è in gran parte causata dalla guerra della Russia contro l’Ucraina, che aumenta i prezzi globali di cibo ed energia, ed anche dai lockdown in Cina, che amplificano i ben noti problemi della catena di approvvigionamento.

“Mi aspetto che l’economia rallenti, è cresciuta a un ritmo molto rapido poiché il mercato del lavoro si è ripreso e abbiamo raggiunto la piena occupazione”, ha ricordato Yellen, aggiungendo “prevediamo una transizione verso una crescita costante e stabile, ma non credo che una recessione sia inevitabile”.

Per avvalorare la sua ipotesi, Yellen ha voluto porre l’accento anche sulla spesa dei consumatori, che resta forte, seppur con una certa volatilità. “E’ chiaro che la maggior parte dei consumatori, anche le famiglie a basso reddito, continuano a disporre di riserve di risparmio che consentiranno loro di mantenere la spesa. Non vedo come un calo della spesa dei consumatori sia una probabile causa della recessione nei prossimi mesi”, ha sottolineato.

A pensarla come la Yellen ci sono diversi banchieri USA, ad esempio la presidente della Fed di Cleveland Loretta Mester, la quale ha affermato che al momento “abbiamo solo un rallentamento della crescita”, sebbene “i rischi di recessione stiano aumentando” e “non sarà immediato vedere un’inflazione del 2%, ci vorranno un paio d’anni”.

L’ex segretario al Tesoro Larry Summers non è d’accordo con la tesi che l’economia non cadrà in recessione ed ha dichoiarato azi che la sua “ipotesi migliore è che una recessione sia in arrivo” e che tale analisi è basata sui trend storici che mostrano come una recessione sia sopraggiunta nell’arco di un anno o due dopo periodo di inflazione sopra il 4%.

“La Fed aumenterà i tassi di interesse abbastanza – ha rimarcato – da far scivolare l’economia in recessione. E penso che quella visione, che non era una visione comune un paio di mesi fa, ora sia destinata a diventare sempre più una visione consensuale”.