Usa, giornata calda al Congresso: c’è da evitare la paralisi del Governo federale

(Teleborsa) – Il Congresso deve approvare entro la mezzanotte del 30 settembre un mini bilancio se vuole evitare l’improvviso blocco delle finanze del governo federale mentre sul tavolo ci sono anche i 4,5 mila miliardi di dollari delle leggi su infrastrutture e riforme sociali che hanno creato profonde divisioni anche all’interno dello stesso partito Democratico. Per questo il presidente Joe Biden ha deciso ieri di annullare il suo viaggio a Chicago per condurre le trattative dalla Casa Bianca.

Sullo sfondo c’è invece il rischio default. Per evitarlo i parlamentari americani devono aumentare la capacità di indebitamento degli Stati Uniti entro il 18 ottobre. Il primo passo però resta quello del bilancio provvisorio, che dovrebbe essere il più facile da regolare perché c’è consenso, ma visti i tanti tavoli da gioco, al Congresso tutto è più complicato in questi giorni. Dopo una giornata di attesa, il leader democratico al Senato, Chuck Schumer, ha annunciato che il voto si terrà in mattinata su un testo che prolungherebbe l’attuale bilancio fino al 3 dicembre. I senatori repubblicani dovrebbero votare in numero sufficiente per l’approvazione di questo mini-budget. Deve quindi ricevere il via libera dalla Camera dei Rappresentanti, controllata dai Democratici, prima di poter essere promulgato da Joe Biden. Un primo passo fondamentale perché se questa nuova legge finanziaria non viene convalidata in tempo, tutti i fondi del servizio federale verranno improvvisamente tagliati venerdì. Ne sarebbero colpiti i ministeri, ma anche i parchi nazionali, alcuni musei e una moltitudine di organizzazioni, costringendo centinaia di migliaia di dipendenti alla disoccupazione tecnica.

Un primo passo che però che ne chiederà uno ancora più lungo nelle prossime settimane. Perché anche se alla fine si evitasse una “chiusura”, rimarrà il problema del tetto del debito. Se non sarà sospeso o sollevato, gli Stati Uniti si troveranno a corto di soldi il 18 ottobre, ha avvertito il ministro delle finanze Janet Yellen. “Il tempo stringe, il pericolo è reale”, ha insistito Chuck Schumer. I repubblicani però si rifiutano di dare il via libera a una sospensione del limite del debito, che secondo loro equivarrebbe a scrivere un assegno in bianco a Joe Biden. Da qui l’esortazione ai Democratici ad approvarlo da soli, attraverso una laboriosa manovra parlamentare. I rappresentanti eletti della Camera dei Rappresentanti, a maggioranza democratica, hanno già approvato un testo che prevede la sospensione del tetto del debito fino a dicembre 2022. Ma ora serve il sostegno repubblicano al Senato altrimenti il progetto sarebbe nato morto.

Intanto il partito Democratico si è profondamente diviso sul voto finale alla legge sulle infrastrutture previsto per giovedì. Sono diverse decine i parlamentari che hanno minacciato di non votare il provvedimento perché indignati per non aver ricevuto ferme garanzie dai centristi sull’andamento del piano di colossali riforme sociali.

(Foto: Kmccoy )

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Usa, giornata calda al Congresso: c’è da evitare la paralisi de...