USA, dati economici positivi a marzo. Pressione sui prezzi

(Teleborsa) – Resta sostenuta l’attività manifatturiera degli Stati Uniti a marzo. La stima flash sull’indice PMI elaborato da Markit indica infatti un livello di 59 punti, in lieve aumento dai 58,6 punti di febbraio, ma sotto le attese degli analisti (59,3 punti). L’indicatore si conferma ben al di sopra la soglia chiave dei 50 punti, che fa da spartiacque tra espansione e contrazione del settore manifatturiero.

Segnali positivi giungono invece dal settore terziario. La stima flash, sul PMI dei servizi, pubblicata da Markit, indica un valore di 60 punti nel mese di marzo, rispetto ai 59,8 di febbraio e ai 60 del consensus. Il PMI composito si attesta così a 59,1 punti dai 59,5 precedenti.

“Un’altra impressionante espansione dell’attività commerciale a marzo ha posto fine al trimestre più forte dell’economia dal 2014 – ha commentato Chris Williamson, Chief Business Economist di IHS Markit – L’introduzione dei vaccini, la riapertura dell’economia e ulteriori 1,9 trilioni di dollari di stimoli hanno contribuito a sollevare la domanda a un livello che non si vedeva da oltre sei anni“.

“Tuttavia, i produttori non sono stati sempre in grado di tenere il passo con la domanda, principalmente a causa di interruzioni e ritardi della catena di approvvigionamento – ha aggiunto Williamson – Ne sono conseguiti prezzi più alti, con conseguenze sia sui costi degli input che sui prezzi di vendita”.

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