Usa-Cina, riesplode la guerra dei dazi. Trump attacca ancora la Fed

Economia globale in evidente stato di difficoltà a causa dei venti di protezionismo che tornano a soffiare con insistenza

Si infiamma la guerra commerciale tra Usa e Cina con le Borse che, è proprio il caso di dire, pagano “dazio”.

UNA PREOCCUPANTE ESCALATION – Lo scorso 23 agosto, la Cina ha annunciato che imporrà nuovi dazi dal 5% al 10% su 75 miliardi di dollari di beni “made in Usa”: si tratta della risposta di Pechino ai dazi americani operativi dal 1° settembre sull’import di prodotti cinesi.

MOSSA CINESE – In un comunicato diffusto dall’agenzia Xinhua, Pechino accusa Washington della “continua esclation” sul piano commerciale e di avere “gravemente danneggiato il sistema commerciale multilaterale e il principio di libero scambio”. L’annuncio delle nuove tariffe sembrano gettare fuoco sul clima già rovente attorno alle possibilità di accordo con Trump che si infuria: “Il nostro Paese ha perso, stupidamente, migliaia di miliardi di dollari con la Cina nel corso di tanti anni. Hanno rubato la nostra proprietà intellettuale a un passo di centinaia di miliardi di dollari all’anno e vogliono continuare. Non lo permetterò! Non abbiamo bisogno della Cina, e francamente, staremmo meglio senza“, ha scritto su Twitter.

Poi l’inquilino della Casa Bianca ha avvertito: “Le grandiose aziende americane devono iniziare immediatamente a cercare alternative alla Cina, incluso portare a casa le loro aziende e la produzione negli Stati Uniti”.

E CONTROMOSSA – Gli Usa, dunque, non stanno a guardare e rilanciano con una nuova ondata di dazi su 250 miliardi di beni cinesi: alzate dal 25% al 30% le tariffe già esistenti su 250 miliardi di beni cinesi dal 1° ottobre ed è stato annunciato un aumento dal 10% al 15% dei dazi in arrivo dal 1° settembre. Poi, da metà dicembre svatteranno altre tagliole su quasi 300 miliardi di dollari di beni.

FED ANCORA NEL MIRINO –  “Non ha fatto nulla, è debole” – L’inquilino della Casa Bianca è intervenuto anche per commentare duramente l’intervento a Jackson Hole del presidente della Fed, Jerome Powell il quale hadichiarato che l’economia statunitense si trova ad affrontare “significativi rischi”, assicurando che la banca agirà “in modo appropriato a sostegno dell’espansione economica”.

Parole che, come sempre, non sono piaciute a Trump, subito all’attacco: “Come al solito la Fed non ha fatto nulla!  Abbiamo un dollaro forte e una Fed molto debole”. “La mia unica domanda è chi è il nostro peggior nemico, Jay Powell o il presidente Xi?”, ha scritto il tycoon.

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