Usa, Biden volta pagina alla Casa Bianca: unità per andare avanti

(Teleborsa) – Obbligo di mascherina in tutti gli edifici federali, fine dello stato di emergenza per costruire il muro con il Messico, rientro nell’accordo di Parigi sul clima, stop immediato al processo di uscita degli Stati Uniti dall’Organizzazione mondiale della Sanità, la revoca del divieto di ingresso negli Usa ai cittadini di alcuni Paesi musulmani e stop all’oleodotto Keystone tra Canada e Usa. Sono questi alcuni dei primi provvedimenti disposti dal nuovo presidente Biden al suo ingresso nella Casa Bianca. Complessivamente sono stati 15 gli ordini esecutivi e due le azioni esecutive che il nuovo inquilino ha firmato nella giornata di ieri.

“Non c’è tempo da perdere quando si tratta di affrontare le crisi che dobbiamo affrontare. Ecco perché oggi vado allo Studio Ovale per mettermi subito al lavoro offrendo un’azione coraggiosa e un sollievo immediato per le famiglie americane”, ha scritto su Twitter il nuovo presidente degli Stati Uniti subito dopo il giuramento a Capitol Hill.

“Questa è la giornata dell’America, della democrazia, della storia, della speranza, la democrazia ha prevalso”, ha detto Joe Biden dopo il suo giuramento nel suo primo discorso da presidente degli Stati Uniti. “Chiedo a tutti gli americani di aiutarmi nell’unire il Paese. Metterò tutta la mia anima per riunire la nazione”, è stato il messaggio di unità lanciato dal nuovo presidente come ribadito dal giorno delle elezioni. Biden ha riconosciuto le enormi difficoltà che sta affrontando il paese – sociali, economiche, politiche, sanitarie – ma ha ribadito che “l’unità è l’unica strada per andare avanti”.

Quanto alla pandemia, la priorità messa in cima alla sua agenda di governo, Biden ha ricordato le sue vittime – “più degli americani morti nella Seconda Guerra Mondiale” – omaggiandole con un minuto di silenzio durante il suo intervento e ha anche lanciato un messaggio di speranza: “possiamo battere il virus”. Infine un messaggio anche all’estero e a chi si aspetta un cambio di rotta nel panorama internazionale: “Il mondo ci guarda. Ripareremo le nostre alleanze“.

Ha giurato anche Kamala Harris, diventando così la prima vicepresidente donna, di origini afroamericane e indiane, della storia americana. Harris ha giurato nelle mani del giudice della Corte Suprema Sonia Sotomayor e su due bibbie: una di Regina Shelton, ritenuta da Kamala e da sua sorella Maya una ‘seconda madre’; l’altra dell’icona dei diritti civili Thurgood Marshall, primo afroamericano a far parte della Corte Suprema.

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