United Airlines, class action contro obbligo permessi non retribuiti

(Teleborsa) – Si prospetta una class action per la United Airlines Holdings per l’ipotesi di violazione delle norme sul sostegno federale ai salari. Un dipendente della compagnia aerea statunitense, infatti, ha denunciato che l’obbligo imposto ai dipendenti amministrativi di prendere 20 giorni di permessi non retribuiti viola i termini dell’aiuto federale sui salari.

Lo United è fra le compagnie di volo statunitensi che hanno accettato il sostegno statale ai salari (CARES Act), un aiuto subordinato all’impegno di non tagliare posti di lavoro o retribuzioni entro il 30 settembre. L’Amministrazione USA ha messo sul piatto 50 miliardi per sostenere il comparto aereo colpito dalla pandemia di coronavirus.

La United, subito dopo aver siglato l’accordo per ricevere i sussidi statali per una cifra di circa 5 miliardi, ha chiesto ai dipendenti amministrativi e direzionali di prendere 20 giorni di permessi non retribuiti nel periodo fra il 16 maggio ed il 30 settembre, prima di procedere con un taglio annunciato di 3.400 posti di lavoro a partire dal 1° ottobre.

Una decisione che è stata contestata dai dipendenti, che hanno promosso una causa collettiva nel distretto settentrionale dell’Illinois, denunciando che così si determinerebbe una sostanziale decurtazione della retribuzione.

“Questa causa è senza merito, poiché continuiamo a impiegare il 100% della nostra forza lavoro”, ha replicato la compagnia, che sta puntando a realizzare risparmi in termini di costo del lavoro e garantirsi la massima flessibilità finanziaria in attesa della ripresa del comparto aereo.

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