Unipol, Cimbri: “Capitale in eccesso non sarà distribuito. Serve per opportunità strategiche”

(Teleborsa) – Unipol non intende distribuire ai suoi azionisti l’eccesso di capitale di cui dispone allo scopo di poter “cogliere opportunità strategiche“, qualora si presentassero, ha detto l’AD Carlo Cimbri in conference call, dopo che la società ha presentato i conti 2020. “Non abbiamo intenzione di distribuire il capitale in eccesso, il regolatore tra l’altro in questa fase non lo prevede e non glielo andiamo neanche a chiedere. Ci piace stare con una solvency robusta perché è quello che ci permette di cogliere le opportunità strategiche”, ha spiegato.

Il target cumulato di dividendi per Unipol, pari a 600 milioni di euro nel triennio al 2021 resta invariato. “Manteniamo accumulati come riserve gli utili” del 2019 che non sono stati distribuiti agli azionisti, allo scopo di darli “nel momento in cui il regolatore riterrà che ci saranno le condizioni generali e relative alla compagnia per farlo”, ha spiegato il CEO di Unipol. Sulla tempistica della distribuzione del dividendo 2019, congelato dall’IVASS, ha escluso che i 200 milioni del monte dividendi possano affluire nelle casse dei soci già quest’anno. “In una fase ancora di rischio pandemico non ritengo ragionevole porsi il tema della distribuzione di un extradividendo nell’arco di questo quest’anno solare”.

Su UnipolSai, che distribuirà un dividendo unitario di 0,19 euro per azione (in aumento del 18,7% rispetto al 2019) ha detto che batterà “sicuramente” l’obiettivo di distribuire ai soci 1,3 miliardi di euro di dividendi cumulati nel periodo 2019-2021, avendone già distribuito quasi un miliardo nel biennio. “Ma non assumete i 19 centesimi di quest’anno come un nuovo floor per calcolare il dividendo” dell’anno prossimo, ha detto Cimbri, sottolineando che “il floor rimane sempre di 16 centesimi, poi vedremo cosa riusciremo a realizzare quest’anno”.

Parlando del subentro nella bancassicurazione degli sportelli ceduti da Intesa Sanpaolo a BPER, Cimbri ha detto che “grosso modo l’operazione avrà un impatto attorno ai 5 punti di solvency consolidata”. Il subentro porterà nel gruppo bolognese una raccolta vita “che oscillava in anni ordinari tra 1,3 e 1,5 miliardi di euro” mentre nel settore danni “parliamo di numeri piccoli” anche se nel ramo “c’è un potenziale da valutare ex novo ma applicando le nostre strategie e i nostri prodotti”, ha spiegato.

In merito alle possibili operazioni di fusione di BPER, di cui Unipol è primo azionista, “siamo aperti a qualsiasi operazione che possa creare valore e corrisponda agli interessi industriale del gruppo Unipol”, ha detto Cimbri, sottolineando che qualsiasi operazione deve “prevedere la distribuzione dei nostri prodotti“, in quanto partner industriali della banca.

Ha però frenato sulla possibilità di una fusione già quest’anno. “Non è certo in questi mesi che BPER può affrontare un’operazione straordinaria qualsiasi essa sia“, perché “tutto il 2021 sarà caratterizzato da situazioni non ordinarie” in quanto la banca sarà impegnata nell’integrazione degli sportelli di UBI, nella gestione degli effetti della pandemia e nel rinnovo del CdA.

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