Unicredit scatta in Borsa su ipotesi aumento dote in operazione MPS

(Teleborsa) – L’ipotesi che il Tesoro possa alzare la dote di Unicredit per rendere ancora più appetibile la fusione con MPS fa scattare il titolo in Borsa. L’istituto di credito si attesta infatti a 8,211 con un aumento del 2,23%. A livello operativo si prevede un proseguimento della seduta all’insegna del toro con resistenza vista a quota 8,353 e successiva a 8,651. Supporto a 8,055.

In questi giorni Unicredit sta lavorando su due fronti caldi: da un lato il rinnovo dei vertici, con il prossimo CdA di mercoledì 13 che dovrà stringere sulla rosa dei nomi per la scelta del successore del CEO uscente Mustier, dall’altro l’operazione di ripulitura dai crediti deteriorati del bilancio della banca milanese. Proprio su quest’ultima, il Tesoro, per rendere più appetibile la fusione con MPS, potrebbe mettere sul piatto risorse maggiori, secondo quanto riporta Il Messaggero.

Il piano originario era di far acquistare da AMCO circa 14 miliardi di NPL di Unicredit, ma ora l’intervento della società pubblica specializzata nella gestione dei crediti deteriorati dovrebbe salire oltre quota 20 miliardi (su un totale di 22,7 miliardi di NPL di Unicredit). Se questa operazione andasse in porto, e considerando anche l’aumento di capitale di MPS (con apporto di risorse del MEF), il beneficio complessivo sul capitale di Unicredit potrebbe arrivare a 8 miliardi.

Tutto ciò potrebbe convincere anche la Delfin di Leonardo Del Vecchio, la Fondazione CariVerona e la Fondazione CRT (che sommate controllano il 5% di Unicredit) della bontà dell’operazione, visto che avevano ribadito la loro contrarietà.

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