Unicredit ora guarda ai giochi di forza nel CdA: più spazio ai fondi?

(Teleborsa) – L’aumento di capitale è stato un successone per Unicredit, che ne esce rafforzata dal punto di vista patrimoniale, ma con alcuni mutamenti sotto il profilo dell’azionariato.

La compagine azionaria ne risulterà invariabilmente cambiata, con qualche diluizione (le fondazioni probabilmente sono scese dal 6,8% al 4,5-5%), nuovi ingressi (fondi istituzionali) e rafforzamenti nel capitale della banca milanese sopra la soglia del 3%. Nulla di certo si saprà prima della pubblicazione delle partecipazioni rilevanti di Consob, dopo che l’aumento sarà stato iscritto nel registro delle imprese.

E per questo motivo, in vista dell’assemblea sul bilancio il prossimo 20 aprile, si attende anche qualche aggiustamento nel CdA, dato che i soci più forti tenteranno di collocare qualche consigliere nell’organo di amministrazione dell’istituto. All’ultimo rinnovo nel 2015, i fondi avevano presentato una lista con una sola candidata, che si era ben integrata nell’ambito della lista presentata dagli altri soci, ma bisognerà vedere se ora i fondi vorranno avere più peso nel Consiglio.

In realtà, la scadenza naturale del mandato di questo CdA è con il bilancio 2018, ma già alcuni soci nel recente passato hanno messo in discussione le scelte degli amministratori della banca, mentre il CEO Jean Pierre Mustier ha ammesso che il CdA dovrebbe riflettere la composizione dell’azionariato più fedelmente.

Qualcuno anticipa già che vi saranno “alcuni cambiamenti” nel CdA, mentre “le probabilità che il consiglio possa dimettersi in blocco sono molto basse”. Fra i mutamenti attesi potrebbe esserci anche la riduzione del numero dei vicepresidenti da 3 a 1. Altri non prevedono invece modifiche immediate nel 2017.

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