Unicredit, Mustier: “Posizione patrimoniale robusta. Abbiamo strumenti per sfide Covid-19”

(Teleborsa) – “Il primo trimestre 2020 ha confermato ancora una volta l’impatto positivo di Transform 2019 su tutto il nostro business. La nostra performance commerciale nei primi due mesi è stata molto forte. Il margine di interesse si è mantenuto stabile e le commissioni sono cresciute del 5,2 per cento rispetto all’anno precedente. Lo ha affermato il CEO di Unicredit Jean Pierre Mustier commentando i risultati del primo trimestre 2020. “Abbiamo ora una posizione patrimoniale estremamente robusta, con un significativo aumento del nostro CET1 MDA buffer a 436 pb nel trimestre, ben al di sopra del nostro target di 200-250 pb, e disponiamo inoltre di un’ampissima posizione di liquidità, pari al 143 per cento alla fine del trimestre”.

Fin dai primi giorni dell’epidemia in Italia – continua Mustier – “UniCredit ha adottato misure incisive a protezione e supporto dei dipendenti e dei propri clienti, rimanendo nel contempo pienamente operativa in tutte le geografie. Grazie all’inesauribile impegno di tutti i membri del team, abbiamo continuato a servire i nostri clienti e le economie in cui siamo presenti. In aggiunta, sia a livello di Gruppo che di dipendenti, abbiamo fatto consistenti donazioni alla lotta contro Covid-19. A seguito dell’esteso lockdown, abbiamo preso la decisione proattiva di anticipare il nostro periodico aggiornamento dello scenario macroeconomico IFRS9 per il secondo trimestre e abbiamo annunciato 902 milioni di euro addizionali di rettifiche su crediti. Sulla base delle nostre assunzioni realistiche, stimiamo che il nostro costo del rischio si attesterà nel range 100-120 pb nell’esercizio 2020. Abbiamo tutti gli strumenti per far fronte alle sfide senza precedenti presentate dalla pandemia Covid-19 grazie ai nostri importanti punti di forza e al nostro modello di business focalizzato”, ha rassicurato il top manager.

In linea con la guidance del CMD19 – si legge nella nota dei conti – nel trimestre sono state imputate svariate poste non operative, come ad esempio quelle derivanti dalla riduzione della quota in Yapi e i costi di integrazione in Italia. Di conseguenza “UniCredit ha registrato una perdita netta contabile di 2,7 miliardi, mentre l’utile netto sottostante è stato pari a -58 milioni. Escludendo
l’aggiornamento dello scenario macroeconomico IFRS9, il RoTE di Gruppo sottostante è pari al 6,5 per cento”.

Nel primo trimestre 2020 il rapporto tra le esposizioni deteriorate lorde di Gruppo e il totale crediti lordi è stato inferiore al
5 per cento, per la prima volta da molti anni, grazie al run-off accelerato del portafoglio Non Core. Il rapporto di copertura del 65,2 per cento è tra i più alti delle banche dell’Eurozona. Il costo del rischio sottostante, al netto dell’aggiornamento dello scenario macroeconomico IFRS9, è in miglioramento in tutti i mercati e si è attestato a 29 pb nel periodo, al di sotto della guidance di Team 23. Il costo del rischio per l’intero anno 2020 è stimato tra 100 e 120 pb, sulla base delle assunzioni di una crescita del PIL pari a -13 per cento per l’Eurozona.

UniCredit ha un livello di capitale CET1 molto solido al 13,44 per cento e un liquidity ratio al 1438 per cento al primo trimestre. Il
CET1 MDA buffer è aumentato a 436 pb, nonostante l’aggiornamento dello scenario macro IFRS9. La banca conferma il CET1 MDA buffer target ben al di sopra di 200-250 pb per tutto l’anno.

Alla luce dell’elevata incertezza del contesto, UniCredit “aggiornerà il proprio piano strategico che sarà presentato in un Capital Markets Day verso la fine dell’anno o l’inizio dell’anno prossimo“.

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