Unicredit chiude in anticipo l’aumento di capitale: diritti inoptati vanno a ruba

(Teleborsa) – E’ un successo il maxi aumento di capitale di Unicredit che, dopo la chiusura boom del periodo “regolamentare” di offerta in opzione dei diritti, termina in anticipo l’offerta dei diritti non esercitati (inoptato). 

La banca di piazza Gae Aulenti è riuscita oggi, prima seduta utile di Borsa, a vendere tutti i 1.469.645 diritti di opzione non esercitati, per un ammontare complessivo pari a circa 15 milioni di euro, relativi alla sottoscrizione di n. 3.821.077 azioni ordinarie di nuova emissione.

Durante il periodo previsto per l’aumento di capitale di Unicredit, erano stati sottoscritti diritti per quasi 13 miliardi di euro, cioè 616 milioni di diritti di opzione, validi a sottoscrivere oltre 1,6 miliardi di azioni, pari al 99,8% del totale delle nuove azioni offerte. 

L’offerta rimane assistita da un consorzio di garanzia composto da UniCredit Corporate & Investment Banking (che non ha assunto impegni di garanzia), Morgan Stanley e UBS Investment Bank in qualità di structuring advisor e, insieme a BofA Merrill Lynch, J.P. Morgan e Mediobanca, in qualità di joint global coordinator e di joint bookrunner e, in aggiunta, composto da Citigroup, Credit Suisse, Deutsche Bank, Goldman Sachs International e HSBC, in qualità di coglobal coordinator e di joint bookrunner, da Banca IMI, Banco Santander, Barclays, BBVA, BNP PARIBAS, COMMERZBANK, Crédit Agricole CIB, Natixis e Société Générale in qualità di joint bookrunner, da ABN AMRO, Banca Akros e Macquarie in qualità di cobookrunner, da Danske Bank in qualità di co-lead manager, nonché da CaixaBank, Equita SIM, Haitong, Jefferies, RBC Capital Markets, SMBC Nikko and Keefe, Bruyette & Woods in qualità di co-manager.

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