Unicorni che licenziano. Trade Republic si aggiunge a Klarna e Gorillas

(Teleborsa) – Non si arrestano gli annunci di licenziamenti da parte di startup che fino a poche settimane fa sembravano in grande ascesa. L’ultima in ordine temporale è stata Trade Republic, neo broker tedesco che consente alle persone di risparmiare, investire e fare tradind in modo semplice e con basse commissioni. L’annuncio della fintech tedesca è stato ancora più scioccante visto che soltanto una settimana fa aveva comunicato un’estensione da 250 milioni di euro del round di investimento Series C, guidato da Ontario Teachers’ (uno dei più grandi fondi pensione e investitori istituzionali del mondo), che aveva portato la valutazione dell’azienda a 5 miliardi di euro.

Il caso Trade Republic

Nella giornata di ieri la maggior parte dei dipendenti è stata inviata a un meeting online senza preavviso. In call il CEO, senza che ci potessero essere interventi da parte dei dipendenti, ha annunciato i licenziamenti e ha detto che le persone interessate avrebbero ricevuto una email di lì a poco. Un portavoce della società ha confermato i licenziamenti a Grunderszene, rivista tedesca specializzata in startup, ma non ha voluto fornire cifre esatte sui posti di lavoro tagliati (Trade Republic aveva superato i 700 dipendenti). Ha anche detto che non è stato imposto un blocco delle assunzioni, ma che ci sarà un nuovo focus sulle competenze tech e quindi alcune posizioni saranno eliminate. Trade Republic è arrivata sul mercato italiano a dicembre 2021.

Su LinkedIn diversi dipendenti colpiti dalla decisione stanno condividendo la propria esperienza. Un dipendente che si occupa dell’internalizzazione era stato assunto soltanto il mese scorso, mentre una persona che si occupa di recruitment era entrata da solo una settimana, e stava passando la giornata di ieri con il proprio manager in attività di onboarding. Tra i licenziati c’è anche chi negli ultimi nove mesi è stata l’assistente del CEO Christian Hecker

“È stato divertente come mi ha assunto – ha raccontato – Ci siamo incontrati per una chiacchierata davanti a un caffè e la conversazione è andata così bene che 3 ore dopo avevo già un contratto. Con il senno di poi capisco che è importante accettare un lavoro solo dopo aver discusso il ruolo, le aspettative, le priorità, il piano di carriera e le esigenze del manager. La comunicazione è la chiave ma non garantisce nemmeno che il viaggio non finisca all’improvviso”.

L’avvertimento di Sequoia

Il motivo che sta spingendo numerose startup a ingenti licenziamenti è la difficile situazione del mercato dei capitali, che sta spingendo le società a concentrarsi sulla redditività e non solo sulla crescita, risparmiando così sui costi. In una presentazione ai fondatori delle sue circa 250 società in portafoglio, Sequoia Capital (una delle maggiori società di venture capital al mondo) ha recentemente affermato che “il successo negli anni a venire dipenderà dal fare scelte difficili e decisive per affrontare sfide scomode che potrebbero essere state mascherate durante l’esuberanza e le distorsioni del “free capital” negli ultimi due anni“. In una presentazione di 50 pagine intitolata “Adapting to Endure”, Sequoia Capital ha avvertito che le condizioni favorevoli sperimentate negli ultimi anni non sono solo finite, ma non c’è alcuna indicazione di quando potrebbero tornare.

La decisione di Klarna

Il 23 maggio Klarna, startup fintech svedese e quella europea con la maggiore valutazione, ha annunciato di stare licenziando circa il 10% della sua forza lavoro globale (quindi circa 700 persone su 7.000). Klarna è l’azienda più in vista del settore del “buy now, pay later”: si tratta di un mercato, la cui traduzione è “compra ora e paga dopo”, che si occupa di fornire finanziamenti a breve termine grazie al quale i consumatori possono effettuare acquisti online pagandoli a rate.

Il CEO e co-fondatore Sebastian Siemiatkowski ha detto che “quando abbiamo definito i nostri piani aziendali per il 2022 nell’autunno dello scorso anno, eravamo in un mondo molto diverso da quello in cui ci troviamo oggi”. “Da allora, abbiamo assistito a una guerra tragica e non necessaria in Ucraina, un cambiamento nel sentimento dei consumatori, un forte aumento dell’inflazione, un mercato azionario altamente volatile e una probabile recessione”, ha aggiunto.

Le scelte di Getir e Gorillas

Due giorni dopo, due delle più grandi app di instant grocery, Getir e Gorillas, hanno annunciato la decisione di licenziare centinaia di dipendenti. La società turca Getir ha ridotto il suo organico globale del 14% (su un totale di oltre 6.000 persone), mentre Gorillas, società tedesca di delivery che consegna la spesa in 10 minuti, ha licenziato circa 300 dipendenti (la metà della forza lavoro, non considerando i rider). Quest’ultima sta anche valutando una possibile uscita da Italia, Spagna, Danimarca e Belgio, poiché sta spostando l’attenzione su mercati più redditizi come Stati Uniti, Regno Unito e Germania.

“Il rischio è diventato irritante per gli investitori e nessuno vuole l’incertezza in questo momento. Ciò rende piuttosto difficile raccogliere fondi in questo momento – ha detto il CEO Kagan Sumer in un’intervista – Quando sbarcheremo in Borsa, vogliamo farlo come un’azienda redditizia”.

Le altre

Altri annunci recenti (di cui tiene traccia il sito layoffs.fyi) includono la startup AI BeyondMinds, che ha chiuso i battenti lasciando senza lavoro i suoi 65 dipendenti, e l’unicorno svedese di assistenza sanitaria online Kry, che ha ridotto la forza lavoro del 10%.

I tagli interessano anche società che non si trovano a dover chiudere un altro round di finanziamento ma sono già quotate in borsa. Un esempio è Cazoo, società britannica attiva nel mercato automobilistico online. L’azienda sta tagliando il 15% dei posti di lavoro (pari a 750 persone) in un piano di ristrutturazione che punta a ridurre i costi di 200 milioni di sterline.

Il fondatore e CEO Alex Chesterman ha affermato che la ristrutturazione è stata necessaria a causa dell’aumento dell’inflazione, dei tassi di interesse e dei problemi della catena di approvvigionamento. “Questa tempesta perfetta ha posto la conservazione della liquidità al primo posto per l’azienda, prima della crescita”, ha sottolineato.

Tempi difficili pure per Bird, che è quotata a Wall Street. La società di micromobilità condivisa ha iniziato a licenziare oltre il 23% del personale. “Sebbene la necessità e l’accesso al trasporto di veicoli microelettrici non sia mai stato così grande, le tendenze macroeconomiche che hanno avuto un impatto su tutti hanno portato a un’accelerazione del nostro percorso verso la redditività“, ha detto l’azienda in una nota. “Questo percorso ci ha richiesto di ridurre la nostra struttura dei costi in un modo che ci consenta di espandere il nostro servizio in modo responsabile e sostenibile”, ha aggiunto.

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