Una debolezza al “centro” pesa sul settore manifatturiero dell’Eurozona

(Teleborsa) – Il primo trimestre del 2016 si conclude con una leggera ripresa del tasso di espansione del settore manifatturiero dell’eurozona. L’indice finale destagionalizzato PMI sul Manifatturiero dell’Eurozona, è aumentato a marzo a 51,6 da 51,2 di febbraio e maggiore della precedente stima flash di 51,4, indicando un lieve rafforzamento sopra la soglia dei 50 punti che fa da spartiacque tra contrazione ed espansione.

Si tratta del “secondo miglioramento più debole” delle condizioni del manifatturiero in appena più di un anno, sottolinea l’indagine Markit, in una nota. 

L’indice principale PMI rimane ancora lontano dal valore più alto in venti mesi di 53,2 raggiunto a fine anno, registrando la media trimestrale più bassa dal primo trimestre del 2015 di 51,7.

A livello regionale, i PMI manifatturieri che hanno riportato tassi di espansione robusti e più veloci, si sono registrati in Italia (53,5 massimo su 3 mesi), Paesi Bassi (53.6 massimo su 5 mesi), Austria (52,8 massimo su 5 mesi) e Irlanda (54,9 massimo su 8 mesi).

Con l’eccezione della Grecia, che continua a rimanere in coda alla classifica dei PMI, la debolezza registrata si è concentrata prettamente alle maggiori economie, Francia e Germania. Il PMI tedesco continua ad aleggiare appena al di sopra della soglia
di stagnazione mentre la Francia è ritornata a contrarsi.

“Nonostante il PMI abbia riportato una leggera ripresa, l’indagine di marzo ha osservato la seconda crescita più debole delle condizioni del settore manifatturiero in appena più di un anno” ha commentato Chris Williamson, Capo Economista presso Markit, agguingendo che “i dati suggeriscono come la crescita è stata solo di circa lo 0,2% durante il primo trimestre ed ha avuto il suo impatto sull’intera economia”.

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