Ue: una richiesta all’Italia di chiarimenti, la risposta più complicata

(Teleborsa) – Nessuna sanzione e neppure una procedure per disavanzi eccessivi ma per ora, com’è d’uso, al di là delle polemiche politiche, una chiara e precisa richiesta di chiarimenti al governo italiano da parte de vertici della Commissione europea: Valdis Dombrovski, Vice presidente della stessa e l’autorevole responsabile economico Pierre Moscovici.

Ma quello che stupisce è il termine perentorio di venerdì prossimo, un periodo molto breve, normalmente si pensava un mese, proprio il giorno in cui il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, perlando all’assemblea annuale dell’istituto presenterà al mondo della finanza, del lavoro e della politica le considerazioni finali, l’italia dovrà essere in grado di fornire le sue ragioni.

Quello di Visco è un messaggio atteso e una disanima della situazione non solo sullo stato di salute delle nostre banche ma anche sulla febbre del nostro debito pubblico e sulla crisi industriale del paese. Un discorso privo di infingimenti e tatticismi, quello del Governatore della Banca d’Italia, che viene dopo quello più accomodante del Presidente della Confindustria, Vincenzo Boccia.

La Commissione come si attendeva, chiede il motivo per cui già lo scorso anno, cioè il 2018, l’Italia non ha ottemperato ai suoi obblighi di risanamento del debito.

L’anno scorso il governo di Paolo Gentiloni, per evitare la procedura di messa in mora sul debito, si era impegnato a ridurre dello 0,3% del prodotto nazionale, il deficit strutturale (cioè al netto delle oscillazioni temporali) ma quel obbiettivo, non solo non è stato raggiunto ma è saltato soprattutto a causa dell’aumento dei tassi di interesse.

Infatti i litigi e le polemiche contro Bruxelles, da parte del governo giallo-verde, avevano fatto salire lo spread dei nostri titoli pubblici con la necessità di poter collocare il nostro debito a tassi di interesse più alti e quindi più denaro da dare ai risparmiatori preoccupati della solvibilità del nostro paese. Conclusione, i conti pubblici sono peggiorati.

Ora il governo dovrà spiegare quali provvedimenti adotterà per ottemperare agli obblighi presi con Bruxelles ma dovrà fornire validi argomenti su quello che sarà il suo comportamento nel 2019, sul nostro debito.

A giugno con il rapporto sul debito italiano arriverà anche qualcosa di più che una richiesta di chiarimento e pertanto i tecnici stanno mettendo appunto alcune risposte da dare. Ma il panorama politico non aiuta. Il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Giampiero Giorgetti, parla di occasione nella quale le priorità dell’agenda politica italiana vengono coordinate con quelle dell’Unione.

L’autorevole parlamentare della Lega, aggiunge una nota, suonata più volte dal Ministro Salvini, “il governo potrà così aprire un confronto sulla congruità dei vincoli stabiliti rispetto alla situazione concreta”.

Insomma come si coniuga il problema del lavoro, della disoccupazione e la strategia della riduzione delle tasse per spingere l’economia con il rigore richiestoci per i conti pubblici che preoccupano anche i mercati?

di

Dino Sorgonà

(Foto: Lukasz Kobus – © Unione Europea)

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