UE, riduzione debito: il piano di Dombrovskis

(Teleborsa) – Il Vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis conferma l’orientamento a lasciare in vigore la sospensione degli effetti del Patto di Stabilità e di crescita anche nel 2021, con la necessità di sostenere la ripresa post crisi pandemica.

Ma lancia anche richiami sulla successiva necessità di aggiustamento dei conti: “Con il passare del tempo – ha affermato nel suo messaggio alla Conferenza interparlamentare su “Stabilità, coordinamento economico e governance nell’UE”, organizzata dal Parlamento tedesco, a cui partecipano parlamentari nazionali dei diversi Stati membri ed europei – “i Paesi europei dovranno ridurre i debiti e adottare riforme per spingere su una crescita sostenibile. Dobbiamo trovare il giusto bilanciamento”.

Poco prima, il Commissario europeo agli Affari economici, Paolo Gentiloni aveva detto che “bisogna riconsiderare la regola del debito dell’UE, in modo che vengano incentivati gli investimenti pubblici, anche alla luce dei “cambiamenti radicali” causati dalla crisi del Covid-19, e delle innovazioni “impensabili pochi mesi fa” introdotte per rispondervi; in particolare l’attivazione della clausola di sospensione del Patto di Stabilità e il Recovery Fund europeo, con la sua capacità d’investimento di fondi raccolti dalla Commissione sui mercati.

Rispetto a quando la Commissione propose, nel febbraio scorso, di rivedere le regole del Patto di Stabilità, “il contesto del dibattito è cambiato piuttosto radicalmente”, a causa della pandemia, ha ricordato Gentiloni intervenendo nella sessione intitolata, significativamente: “Il futuro delle regole europee di bilancio: sono ancora costruttive?”

“In primo luogo – ha spiegato l’eurocommissario -, l’UE è ora in una profonda recessione e la maggior parte degli Stati membri, se non tutti, dovrebbero superare il limite del 3% nel rapporto deficit/PIL; inoltre, per facilitare queste misure, la Commissione e il Consiglio Ue per la prima volta hanno attivato a marzo la clausola generale di salvaguardia del Patto di Stabilità e di crescita; in terzo luogo, sono stati concordati strumenti politici nuovi e radicali a livello dell’UE, in particolare la proposta del Fondo di ripresa e resilienza”. Proprio quest’ultimo strumento – ha osservato Gentiloni – dimostra che la visione di una capacità d’investimento coordinata e finanziata a livello europeo non è un sogno lontano”.

“Vorrei sottolineare – ha continuato – che tutti questi passaggi impensabili pochi mesi fa sono stati motivati “dalla necessità di evitare il peggioramento delle divergenze” fra le economie degli Stati membri “che avrebbero portato alla frammentazione del mercato interno” dell’Ue.

Ora, secondo Gentiloni, “questi sviluppi aprono nuove strade al dibattito. Per esempio, è chiaro che le misure di bilancio necessarie adottate dagli Stati membri per affrontare la crisi daranno luogo a livelli molto più elevati di debito pubblico in Europa – oltre il 100% nell’Eurozona quest’anno, e ancora più elevati nelle economie avanzate nel complesso, come evidenziato dall’OCSE”.

“Anche l’attuale contesto di bassi tassi di interesse – ha aggiunto il Commissario – dovrebbe prevalere per un po’ di tempo a venire. Dobbiamo quindi, come minimo, – ha sottolineato – riflettere sul ruolo che una regola del debito dovrebbe svolgere in questo quadro”.
“Più in generale – ha osservato ancora Gentiloni -, penso che la crisi abbia di fatto messo in luce la rilevanza di molte delle domande che abbiamo cercato di affrontare nel dibattito pubblico” iniziato sulla eventuale riforma del Patto di Stabilità. E in particolare, la domanda su come le regole di bilancio possono incentivare l’investimento pubblico”.

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