UE, Patto Stabilità sospeso anche nel 2022. No rimozioni premature stimoli

(Teleborsa) – Confermate le anticipazioni della vigilia. Il quadro generale è ancora troppo incerto e la recrudescenza del virus, in scia al dilagare delle varianti e alla campagna vaccinale che procede piuttosto a rilento, ha fiaccato le già scarse speranze di una ripresa dell’economia in tempi rapidi. La Commissione europea è orientata a confermare anche sul prossimo anno la “clausola di sospensione generale” del Patto di Stabilità e di crescita e di procedere, invece, alla riattivazione del Patto dal 2023. Lo riferisce lo stesso esecutivo comunitario secondo in una comunicazione in cui, oggi, spiega i dettagli in base ai quali fornirà le sue raccomandazioni sulle regole di Bilancio.

Bruxelles chiarisce che “la decisione andrà presa sulla base di una valutazione complessiva dello stato dell’economia, basata su criteri quantitativi”. E il “criterio chiave” sarà il ritorno del PIL ai livelli precrisi pandemica (fine 2019).
“Conseguentemente, le attuale indicazioni preliminari suggeriscono di continuare ad applicare la General escape clause nel 2022 e di disattivarla dal 2023″, si legge. La decisione formale sulla raccomandazione sarà presa alla Commissione europea sulla base delle previsioni economiche di primavera, che arriveranno nella prima metà di maggio.
E anche una volta riattivato il Patto, “nel caso in cui un Paese non abbia pienamente riguadagnato il livello di attività economica precrisi – precisa l’Ue – verranno pienamente utilizzate tutte le flessibilità del Patto, in particolare sulle proposte di politiche di Bilancio”.

La Commissione inoltre “mette in guardia da un ritiro prematuro dei supporti all’economia” e nelle sue linee guida aggiornate ai Paesi raccomanda di “mantenere il supporto quest’anno e il prossimo”. In queste linee guida, si specifica che “le politiche di Bilancio” dei governi “devono restare agili e aggiustarsi all’evolversi della situazione”.

Inoltre, “una volta che i rischi sanitari saranno diminuiti, le misure di bilancio andranno gradualmente riorientate in maniera piu’ mirata e verso misure di lungo respiro, che promuovano una ripresa resiliente e sostenibile”. Infine, avverte la Commissione Ue, le politiche di Bilancio dovranno tenere conto dei piani nazionali di ripresa e resilienza del Recovery fund e di Next Generation Eu.

Un messaggio ribadito dal Commissario Ue all’Economia Gentiloni. “Le politiche di bilancio di sostegno alle economie colpite dalla pandemia del Covid-19 dovranno continuare negli Stati membri dell’Ue anche nel 2022″.

“La nostra decisione lo scorso marzo di attivare la clausola generale di salvaguardia – ha detto Gentiloni – è stata un riconoscimento della gravità della crisi in corso. E’ stata anche un’affermazione della nostra determinazione a prendere tutte le misure necessarie per affrontare la pandemia e sostenere l’occupazione e le aziende”.
“Un anno dopo – ha ricordato il commissario -, la battaglia contro Covid-19 non è ancora vinta e dobbiamo assicurarci che non si ripetano gli errori di un decennio fa, con il ritiro prematuro delle politiche di sostegno. Per il 2022, è chiaro che le politiche di bilancio di sostegno saranno ancora necessarie: meglio sbagliare facendo troppo che facendo troppo poco”.

“Allo stesso tempo – ha aggiunto Gentiloni -, le politiche di bilancio dovrebbero essere differenziate in base al ritmo di ripresa di ciascun paese e alla loro situazione di bilancio. Fondamentalmente, mentre i finanziamenti di neinizieranno ad arrivare, i governi – ha sottolineato – dovranno garantire che la spesa per investimenti nazionali sia mantenuta e rafforzata attraverso le sovvenzioni dell’Ue”.

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