Ue, Juncker: “L’accordo su Brexit non è negoziabile”

(Teleborsa) – Non si è fatta attendere la replica dell’Unione europea che, ieri, all’indomani del dibattito e del voto alla Camera dei Comuni a Londra, su Brexit, ha gelato Theresa May avvicinando lo spettro di un “no deal”.

Il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ha ribadito alla premier britannica che l’accordo di divorzio “non sarà rinegoziato”, avvertendo che il rischio di un’uscita “non ordinata” del Regno Unito dall’Ue si avvicina sempre di più.

Il commento di Downing Street – “I fatti – commenta un portavoce della May – sono chiari. L’Ue dice di volere che usciamo con un accordo. Noi vogliamo un accordo. Ma l’accordo che avevamo trovato è stato respinto per 230 voti. Se vogliamo arrivare a ciò che è nel miglior interesse del Regno Unito e dell’Ue, dobbiamo apportare cambiamenti perché l’accordo ottenga l’appoggio del Parlamento”. Modifiche che, insomma, secondo Londra sono nell’interesse di tutti. Ma al momento la richiesta di Downing Street, sulla spinta dei falchi brexiteer, di rinegoziare l’intesa tornando ancora una volta a Bruxelles con l’obiettivo di ottenere una modifica per allontanare il contestato backstop sulla questione del confine irlandese, per l’Ue resta lettera morta. Tanto che la premier britannica, di fronte all’ombra del fallimento del suo supplemento di negoziato sul backstop, sembra aver preso in considerazione l’ipotesi di un compromesso con l’opposizione laburista. Ipotesi avvalorata da un incontro tra May e Jeremy Corbyn per un primo faccia a faccia dedicato ad approfondire il piano B del Labour su una Brexit più soft che mirerebbe a lasciare la Gran Bretagna almeno nell’unione doganale.

La reazione dell’Ue – Per Juncker, l’accordo sul tavolo “resta il solo e il migliore possibile”. Una posizione su cui l’Ue è ferma da novembre e già ribadita a dicembre e gennaio. Per Bruxelles il problema resta il backstop. Sul meccanismo di garanzia imposto dall’Ue per assicurare che il confine fra Irlanda del Nord e Irlanda resti senza barriere anche dopo la fase di transizione post Brexit, Bruxelles non è, infatti, disposta a fare concessioni. Come ha sottolineato il presidente dell’esecutivo comunitario nel suo intervento alla miniplenaria a Bruxelles, la premier britannica “aveva dato il suo impegno personale” per evitare un ritorno a una frontiera fisica in Irlanda, ma nessuna garanzia può valere se fosse a tempo “determinato”. Una posizione condivisa anche dal capo negoziatore Ue per la Brexit, Michel Barnier, che ha affermato di avere “difficoltà ad accettare questo scaricabarile che alcuni in Gran Bretagna vogliono giocare contro di noi” accusando la May di aver “preso le distanze dall’accordo che lei stessa aveva negoziato”. Per Barnier eventuali “soluzioni alternative” al backstop, che secondo May esistono, potranno essere prese in considerazione “solo dopo la firma dell’accordo di ritiro”.

(Foto: Ansotte, Etienne;Shimera – © Unione Europea)

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