UE istituisce dazio antidumping alle importazioni di lamierini magnetici

(Teleborsa) – La Commissione Europea ha emanato un Regolamento con cui istituisce un dazio antidumping definitivo alle importazioni di lamierini magnetici a grani orientati (GOES) originari da Cina, Giappone, Corea, Russia e USA.

Tali misure che arrivano dopo che l’UE  ha dichiarato guerra alle pratiche commerciali scorrette della Cina sul settore delle telecomunicazioni, prevedono l’istituzione di prezzi minimi all’importazione.

Nel caso di importazioni a prezzi inferiori rispetto al prezzo minimi, si applica un dazio antidumping che, al massimo, può portare il prezzo finale al raggiungimento del suddetto prezzo minimo. Le Istituzioni Italiane, così come per il precedente Regolamento che istituiva misure provvisorie, hanno espresso parere favorevole all’emanazione del nuovo Regolamento, ignorando di fatto le richieste dell’industria dei trasformatori elettrici che risulta fortemente penalizzata dall introduzione di tale disciplina .Lo rivela l’ANIE che spiega come in particolare in Italia non esistano insediamenti industriali per la produzione di GOES; la linea produttiva di Terni della Società ThyssenKrupp  è stata chiusa nel 2005.

L’Italia, secondo le statistiche ISTAT, importa più di 100 mila tonnellate di GOES all’anno mentre, prima della chiusura della linea produttiva di Terni del 2005, ne importava meno della metà.

Il Regolamento rimarrà in vigore per cinque anni, e verosimilmente nessun produttore extra UE esporterà a prezzi inferiori al prezzo minimo all’importazione trattenendo maggiori margini di profitto piuttosto che lasciarli alla gabella europea. E’ quindi facilmente ipotizzabile uno scenario in cui non ci sarà comunque per i prossimi anni la riscossione di dazi antidumping sull’importazione di tali prodotti e quindi anche lo Stato Italiano non ne avrà vantaggi economici.

L’industria europea dei trasformatori ha centinaia di stabilimenti con circa 30 mila addetti, contro le poche unità produttive del GOES con i suoi 2.500 addetti complessivi. In Italia operano più di 50 Società, compreso l’indotto, solo nella costruzione di trasformatori di media e grande potenza, con un fatturato di oltre 1,2 mld di euro  e circa 8.000 addetti diretti e indiretti. A queste cifre vanno aggiunte anche le numerose altre aziende che operano nella costruzione di trasformatori di piccola potenza. “È sconfortante constatare la mancanza della necessaria attenzione delle Istituzioni nazionali nei confronti di un comparto industriale così rilevante – ha dichiarato Matteo Marini, Presidente di ANIE Energia. – È necessario un cambio di indirizzo sostanziale e una focalizzazione ai problemi reali del nostro Paese portando in Europa le istanze che riguardano prima di tutto la nostra economia ed il nostro tessuto sociale”.

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