Ue, guerra alla plastica: “Tutta riciclabile entro il 2030”

“Se non modifichiamo il modo in cui produciamo e utilizziamo le materie plastiche, nel 2050 nei nostri oceani ci sarà più plastica che pesci”

(Teleborsa) LA Ue mette nel mirino la plastica e lo fa ricorrendo a una immagine dura ma molto efficace che ha il merito di rendere perfettamente e, senza giri di parole, l’idea di quello che potrebbe succedere: “Se non modifichiamo il modo in cui produciamo e utilizziamo le materie plastiche, nel 2050 nei nostri oceani ci sarà più plastica che pesci”: lo ha dichiarato Frans Timmermans, primo vicepresidente della Commissione Ue.

Una vera e propria”strategia” attesa da tempo, approvata dal collegio dei commissari che si è riunito a Strasburgo per contrastare la dispersione nell’ambiente dei rifiuti di plastica che prevede un piano di interventi articolato e coordinato per “proteggere l’ambiente, favorire l’innovazione e creare posti di lavoro”.

UN MARE DI PLASTICA – Numeri alla mano, l’Europa produce oggi 25 milioni di tonnellate di plastica e solo il 30% (il 41% in Italia) finisce nel circuito del riciclaggio e questo rifiuto rappresenta l’85% della spazzatura che finisce in spiaggia e nel 2050, continuando di questo passo, ci sarà più plastica che pesce (in peso) negli oceani. I consumi, poi,  non accennano a fermarsi: la produzione si è moltiplicata per 20 nell’ultimo mezzo secolo e i 311 milioni di tonnellate di oggi diventeranno 630 nel 2036. Solo il 14% viene riciclato, del 32% si perdono le tracce e ogni minuto ne finisce in mare – due tonnellate su tre nel Far East – una quantità pari a un camion della spazzatura.

RICICLARE E RIUTILIZZARE – Per questo, sono due le parole d’ordine: riciclare e riutilizzare. In linea con il piano, infatti,  “tutti gli imballaggi di plastica sul mercato dell’Unione saranno riciclabili entro il 2030, l’utilizzo di sacchetti di plastica e di stoviglie monouso sarà ridotto e l’uso intenzionale di microplastiche sarà limitato”.

UN IMPEGNO CHE RIGUARDA TUTTI – E’ ancora Timmermans ad osservare: “Dobbiamo impedire che la plastica continui a raggiungere le nostre acque, il nostro cibo e anche il nostro organismo. L’unica soluzione a lungo termine è ridurre i rifiuti di plastica riciclando e riutilizzando di più. Si tratta di un impegno che i cittadini, le imprese e le amministrazioni pubbliche devono affrontare insieme”.

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