Ue, conti pubblici: pressing sull’Italia. Gentiloni: “Non sia sorda e cieca su sisma”

(Teleborsa) – Continua il braccio di ferro tra Roma e Bruxelles. Motivo del contendere? Una lettera che scotta. Quella che Bruxelles ha inviato al governo italiano per chiedere una correzione dei conti pubblici. Tirata d’orecchie, dunque, con il bilancio di quest’anno che per la Ue si discosta dal cammino di riduzione del rapporto debito/Pil. Quanto balla sul piatto? Circa 3,4 miliardi.

IL PRESSING DELL’UE – La Commissione Ue tira dritto per la sua strada e si aspetta che l’Italia prenda «impegni chiari» e «dettagli misure» precise nella lettera con cui risponderà alla Ue: lo ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis replicando a chi gli chiedeva che cosa Bruxelles vuole dall’Italia per evitare l’apertura di una procedura d’infrazione sul debito elevato.

INFRAZIONE? INVERSIONE A U – Un’ipotesi questa da allontanare con forza per il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan:”Una procedura di infrazione sarebbe un grosso problema per l’Italia in termini di reputazione che in questo periodo recente ha rafforzato e costruito, sarebbe una inversione a U rispetto a tutto quello che è stato fatto finora».

IL TERREMOTO – Tra il dire e il fare, si sa, c’è sempre di mezzo il mare. E, in questo caso, purtroppo,  i drammatici eventi sismici che hanno messo in ginocchio l’Italia centrale. Ma il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, ha tenuto a ribadire che la Commissione Ue «ha già dimostrato che è al fianco dell’Italia e lo sarà sempre», ma anche che le nuove spese per i nuovi terremoti «non entrano nella discussione in corso». La Commissione è «pronta ad esaminarle» ma è «un’altra cosa quella che ci aspettiamo nella risposta» alla lettera.

ESPANSIONE, NON DEPRESSIONE – Il premier Gentiloni è dunque alle prese con una questione delicatissima, molto più che centrale sulla sua agenda. Per questo, al termine dell’incontro con il presidente del Governo spagnolo Mariano Rajoy a Madrid, a chi lo incalzava sulla contrapposizione con Bruxelles sull’affaire conti pubblici, ha risposto senza troppi giri di parole: “Come sempre rispetteremo le regole europee ma senza in alcun modo con manovre che possono avere effetti depressivi e confermando l’azione riformatrice che l’Italia sta portando avanti”. 

APPELLO ALL’EUROPA: NON SIA SORDA E CIECA – Confido – ha poi aggiunto – che “l’Unione europea non sarà affatto sorda e cieca di fronte alle circostanze eccezionali» affrontate dall’Italia, altrimenti farebbe un pessimo servizio innanzitutto a se stessa»ha spiegato Gentiloni con chiarissimo riferimento riferimento al terremoto. L’Italia ha bisogno di politiche espansive, di far fronte, accelerandola, all’esigenza di una crescita più sostanziale e purtroppo abbia anche bisogno di fronteggiare alcune circostanze eccezionali che più eccezionali di quelle degli ultimi tempi e settimane sarebbe difficile immaginare”.

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