UE, Camera approva risoluzione maggioranza sulle comunicazioni di Draghi

(Teleborsa) – La Camera – con 388 voti favorevoli, 30 contrari e 25 astenuti – ha approvato la risoluzione presentata dai capigruppo di maggioranza sulle comunicazioni del presidente del Consiglio Mario Draghi in vista della videoconferenza dei membri del Consiglio europeo e dell‘Eurosummit di domani e dopodomani.

Nel dettaglio il programma prevede giovedì alle 13 l’intervento di Draghi alla prima sessione di lavoro sulla risposta alla pandemia di Covid-19, relazioni con la Russia e la situazione nel Mediterraneo orientale – Turchia. Alle ore ore 20,45 una sessione straordinaria sulla cooperazione Ue-Usa, con la partecipazione del presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Venerdì alle ore 9,30 Draghi parteciperà alla seconda sessione di lavoro dei membri del Consiglio europeo sul Mercato Unico, trasformazione digitale, Politica Industriale e Economia. A seguire prenderà parte all’Eurosummit.

“Il dibattito è stato molto ricco di consigli, di spunti, indirizzi di cui certamente terrò conto. Questi incontri con il Parlamento – ha affermato Draghi nella sua replica alla Camera – hanno molti aspetti positivi, uno che si vede immediatamente è che rendono la voce dell’Italia molto più forte che non se fosse qualcosa di pensato e meditato da poche persone senza previo confronto con il Parlamento. Vi ringrazio per aver dato forza alla mia voce”.

Parlando del Patto di stabilità e crescita Draghi ha affermato che il tema non verrà discusso domani nel Consiglio europeo. “Si tratta di discussioni molto complesse, che dureranno molto tempo. C’è la generale convinzione – ha detto Draghi – che le regole vadano cambiate ma mi si diceva oggi dal commissario preposto a questo, Gentiloni, che la previsione è che le discussioni durino per tutto il 2022. Avremo modo di vederci e il Parlamento sarà costantemente informato sull’evoluzione di queste discussioni e darà gli indirizzi che riterrà necessari man mano che queste analisi andranno avanti”.

Riguardo al mercato unico, pur evidenziandone i vantaggi, Draghi ha sottolineato che “non è la risposta a tutti i problemi, in particolare alle disuguaglianze di reddito e ricchezza. Il mercato unico – ha spiegato il premier – ha accompagnato l’Ue e la globalizzazione pretendendo dagli stati membri dei livelli di protezione sociale più alti degli altri partner nel mondo, ma non ha sanato le diseguaglianze. Per far questo ci sono due livelli azione: uno a livello europeo, quando ci sarà l’unione fiscale, poi c’è l’azione nazionale, il mercato unico è una costruzione importante e positiva, ma certamente non ha risposto al problema della disoccupazione, soprattutto quella giovanile”.

Al centro della replica di Draghi anche il lavoro. “Sulla disoccupazione, soprattuto giovanile – ha affermato il presidente del Consiglio – è lo stato nazionale che deve agire, il mercato del lavoro è responsabilità nazionale non europea”.

Sulla sovranità digitale Draghi ha affermato che “l’obiettivo è condiviso in Europa e sotto questo profilo l’Europa si vede fortemente deficitaria. L’obiettivo di avere una sovranità digitale – ha ribadito – è unanimamente condiviso. Il ministro Colao, il ministro Giorgetti lavorano molto attivamente su questo, per quello che riguarda l’Italia internamente ma anche il ruolo dell’Italia in questa discussione. Quindi è un campo che vede tutti molto attivi, molto consapevoli che oggi una sudditanza digitale quale quella che esiste oggi non è tollerabile”.

Grande spazio nella replica di Draghi alla questione vaccini. “Credo – ha affermato il premier – che la scelta europea sia stata giusta, è facile criticare con il senno di poi le scelte fatte allora. Era un periodo che nessuno aveva sperimentato, occorreva imparare e stiamo ancora imparando. Però – ha aggiunto – la delusione dei cittadini europei è stata grande: non so se sono errori, non ha tanta importanza. Bisogna guardare al futuro. Ora le cose vanno meglio, c’è un nuovo commissario nominato un mese fa, Breton, bravissimo. Dobbiamo guardare ai segni positivi all’orizzonte”. Il premier ha, inoltre, fornito chiarimenti riguardo alla questione Astrazeneca. “Dallo stabilimento Catalent di Anagni oggi sono partiti due lotti destinati al Belgio, all’interno dell’Ue, alla casa madre Astrazeneca. Dove andranno poi non lo so ma la sorveglianza – ha assicurato Draghi – continua. Sabato sera ho ricevuto una telefonata dalla presidente della Commissione, che mi ha segnalato alcuni lotti che non tornavano nei conti della commissione e che sarebbero stati giacenti nello stabilimento della Catalent di Anagni. Mi si suggeriva di ordinare ispezione, ho chiesto al ministro Speranza di mandare i Nas che sono andati immediatamente e dopo una notte di lavoro hanno identificato effettivamente dei lotti che sono stati bloccati”.

(Foto: CC BY-SA 3.0)

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