UE: agricoltori non paghino conto Brexit

L'appello di DBV e Coldiretti per sviluppare una strategia comune sulle politiche agroalimentari dell’Unione Europea

(Teleborsa) L’effetto Brexit spaventa non solo da un punto di vista politico ma anche economico. Occorre evitare che gli agricoltori paghino il conto della Brexit poiché in questo momento critico, indebolire il settore agricolo significherebbe minare le solide fondamenta dell’UE. E’ quanto emerso dal vertice di Roma fra Joachim Rukwied e Roberto Moncalvo, rispettivamente Presidenti della DBV e Coldiretti, principali organizzazioni di agricoltori a livello UE, per sviluppare una strategia comune sulle politiche agroalimentari dell’Unione Europea.

VERSO UNA POLITICA AGRICOLA COMUNE – Per questo occorre disegnare il futuro della PAC (Politica Agricola Comune) in modo tale da fornire agli agricoltori gli strumenti più efficaci per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sociale, economico ed ambientale ed è quindi è essenziale mantenere l’attuale struttura della PAC, mantenendo il budget attuale. Il sostegno deve essere indirizzato in maniera più efficace verso le attività agricole, la creazione di nuovi posti di lavoro e gli investimenti.

SEMAFORO ROSSO – Dall’incontro è emersa anche preoccupazione sul modo in cui sono stati concepiti i sistemi di elaborazione dei profili nutrizionali- ad esempio l’etichetta a semaforo- in diversi Stati Membri. Questi sistemi non garantiscono ai consumatori una corretta informazione; al contrario, possono fuorviare e influenzare gli acquisti, non sempre verso scelte maggiormente salutari. Le istituzioni dell’Unione europea devono continuare a perseguire l’obiettivo della creazione di un sistema europeo armonizzato, che fornisca ai cittadini dell’UE informazioni trasparenti, per quel che concerne i profili nutrizionali, l’indicazione obbligatoria dell’origine del cibo, le informazioni sugli standard di produzione, nonché qualsiasi altro dato che sia considerato rilevante dai consumatori.

LA MINACCIA PROTEZIONISTA – A livello globale, non sono mancati richiami all’attuale incertezza dell’arena internazionale, con particolare riferimento alle minacce protezionistiche in tutto il mondo. Proprio in questa ottica, sottolineano DBV e Coldiretti, l’Ue dovrebbe cercare di concludere accordi commerciali ambiziosi, ma ragionevoli, regolamentati ed equilibrati che riconoscano l’importanza di mantenere elevati standard sociali, ambientali e di tutela della salute e dei diritti.

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