Udir, esami di stato e ritorno a scuola. Osservazioni al Ministero su “scudo penale” per ripresa attività

(Teleborsa) – Udir ha iniziato un percorso formativo sulla sicurezza al tempo della pandemia da Coronavirus. Il sindacato dei dirigenti scolastici ha attivato un primo webinar con i massimi esperti nazionali sulla sicurezza, a cui seguiranno altri, col preciso intento di fare quanto prescritto dalle norme in vigore e da quelle che Ministro e Istituzioni adotteranno nel futuro, ma soprattutto volto ad assicurare le utenze scolastiche che verrà fatto ogni utile sforzo per fare delle scuole luoghi sicuri e praticabili.

Lo scudo penale si impone come atto dovuto e di necessità nei confronti dei dd.ss. in ragione delle tante incognite perduranti nelle dinamiche di diffusione del Covid-19 a cui neppure la ricerca e l’arte medica riesce univocamente a dare risposte e soluzioni. L’ultimo scenario nel quale i presidi di Udir si vorrebbero trovare è quello di doversi difendere di fronte a ipotesi di contagio, magari avvenuti fuori dalle scuole, di incerta individuazione e dei quali magari verrebbero chiamati a rispondere penalmente e patrimonialmente.

I dirigenti scolastici e perciò le scuole del nostro Paese in questa fase difficile hanno dimostrato una tensione etica e professionale straordinaria con il tempestivo attivarsi di tutte le modalità possibili per raggiungere gli allievi nelle loro case, attraverso i sussidi informatici realizzando un livello di notevole efficienza nella didattica a distanza. Tutto questo ha avuto alti costi umani e professionali vissuti sulla pelle di tutti gli operatori della scuola.

I dd.ss. vogliono proseguire in questa difficile sfida con l’impegno che questo periodo e questa condizione richiedono, ma nella chiarezza e nella univocità delle direttive governative e ministeriali, prefigurando il pericolo che senza l’adeguata tutela penale legislativa il loro impegno futuro possa trasformarsi in un incubo persecutorio da cui difendersi a mani nude, come spesso accaduto in passato.

La gestione della sicurezza nelle scuole passa attraverso un netto abbassamento del numero di allievi per classe, mentre è sotto gli occhi di tutti che le direttive ministeriali in corso per la formazione degli organici prevedono al solito classi sovraffollate, le cosiddette classi pollaio.

Per una decisiva gestione del rischio di contagio chiediano: che il numero degli allievi per classe diminuisca sensibilmente (massimo 20 alunni); che il numero minimo per gli accorpamenti delle Istituzioni Scolastiche scenda a un minimo di 500 alunni per tutti gli ordini scolastici; che vengano destinate alla scuola risorse aggiuntive per la dotazione di strumentazioni informatiche in funzione didattica; che vengano previsti interventi strutturali sugli edifici finalizzati alla prevenzione dei rischi di infezione da Covid-19; che vengano assicurate sufficienti risorse per le indispensabili disinfestazioni e sanificazioni degli ambienti scolastici; che venga assicurato dal primo settembre la presenza del pieno organico docente e Ata per fare fronte alle inderogabili misure aggiuntive in termini di recupero e di gestione della formazione relativa all’anno scolastico 2020/21.

La scuola non si è mai fermata e non vuole fermarsi, ma la scuola deve assumere, nella coscienza di chi ha ruoli di responsabilità nel nostro Paese, un ruolo di maggiore cura e preoccupazione. I dirigenti scolastici rimangono al loro posto, portano su di loro le responsabilità che questa fase implica in termini di novità e di complessità, ma non sono disponibili a diventare i parafulmini su cui scaricare tensioni sociali magari sorte fuori dalla scuola.

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