UBI svela il bilancio 2020. Miccichè: “Soddisfazione per risultati superiori alle aspettative”

(Teleborsa) – Il risultato economico per il 2020 di UBI Banca e delle sue controllate “è stato influenzato dalla contabilizzazione, nei due ultimi trimestri dell’anno, di tutti gli oneri relativi alla integrazione con Intesa Sanpaolo (circa 3,8 miliardi netti), a seguito del successo dell’OPAS lanciata nel febbraio 2020.

Dal punto di vista della gestione, l’anno 2020 si chiude con un utile dell’operatività corrente, prima delle imposte, pari a 435,2 milioni (254,7 netti), di ampia soddisfazione in considerazione della situazione congiunturale. Tale risultato – spiega UBI – è stato conseguito grazie alla “resilienza della rete distributiva tutta di UBI, che ha saputo svolgere, nonostante la pandemia in corso e la preparazione dell’integrazione con ISP, una forte azione di supporto alle esigenze della clientela, garantendo al contempo la continuità del servizio e il conseguimento di soddisfacenti risultati aziendali”.

In particolare, rispetto al 2019, le nuove erogazioni di crediti a medio lungo termine sono salite, includendo i finanziamenti cd “Covid”, del 67,6% a 17,7 miliardi (+21,3% al netto dei finanziamenti “Covid”), sia a supporto delle imprese che dei privati, e i collocamenti di
risparmio gestito sono cresciuti del 2,3% a 7,3 miliardi.

Per quanto riguarda i risultati conseguiti, al netto degli impatti straordinari principalmente legati all’integrazione con ISP, la gestione economica di UBI Banca ha registrato per l’intero esercizio 2020, un utile netto a 254,7 milioni (rispetto ai 323 del 2019), influenzato tra l’altro dai costi collegati all’OPAS (circa 35 milioni netti) e dai maggiori contributi sistemici (circa 13 milioni netti). Pressoché stabili anno su anno le rettifiche su crediti a 743,3 milioni di euro, con un’incidenza di 89 punti base sul totale crediti pro-forma (87 punti base nel 2019).

“Aver chiuso l’esercizio 2020 con un utile prima delle imposte pari ad oltre 430 milioni di euro, non considerando gli oneri derivanti dall’integrazione con Intesa Sanpaolo, dimostra come la capacità di garantire supporto ai nostri clienti e alle loro esigenze e l’impegno finalizzato ad assicurare continuità del servizio, ci abbiano consentito di registrare un andamento della gestione assolutamente positivo” – ha dichiarato Gaetano Miccichè, Amministratore Delegato di UBI Banca commentando i risultati dell’istituto di credito -. “Tengo ad esprimere la mia assoluta soddisfazione per gli eccellenti risultati raggiunti, anche superiori alle aspettative, in un contesto di straordinaria emergenza pandemica e di forte focalizzazione sul progetto di integrazione con Intesa Sanpaolo. Ciò si è realizzato grazie alla solidità degli asset e delle competenze presenti in UBI Banca che, al termine del processo in corso, saranno in grado di esprimere ancor meglio le proprie potenzialità, a dimostrazione della lungimiranza dell’operazione voluta e realizzata da Intesa Sanpaolo e dal suo CEO Carlo Messina”.

Nel quarto trimestre 2020, l’utile netto di 39,1 milioni, caratterizzato, nel confronto con il 3 trimestre 2020 (44 milioni) da ricavi in crescita e costi in riduzione, ma anche da maggiori accantonamenti. In particolare: proventi operativi sono cresciuti a 916,7 milioni, il miglior risultato trimestrale dell’anno, grazie all’incremento del margine d’interesse (+3,5% vs 3trim) e delle commissioni nette (+4,1% vs 3trim).

UBI fa sapere che prosegue il contenimento degli oneri operativi a 558,5 milioni (-15,5% vs 3trim), il livello trimestrale più basso dell’anno. Tali andamenti hanno portato a un Risultato della gestione operativa in incremento di oltre il 63% a 358,2 milioni.

Nel quarto trimestre le rettifiche su crediti si sono attestate a 244,6 milioni, +82,3 milioni rispetto al terzo trimestre a seguito di significative rettifiche aggiuntive sia su crediti performing (circa 100 milioni), effettuate principalmente a fronte del permanere della situazione di incertezza economica legata alla pandemia, sia in relazione alla cessione massiva di crediti SME effettuata nel 4trim2020 (circa 60 milioni di euro).

Includendo gli impatti straordinari principalmente legati all’integrazione con ISP, il 2020 si è chiuso con una perdita netta di 3.503,4 milioni rispetto a un utile netto di 233,1 milioni nel 2019, e il 4trim2020 con una perdita netta di 1.372,8 milioni (rispetto a una perdita di 2.314,8 milioni nel 3trim dell’anno).

Indicatori patrimoniali
Nel quarto trimestre 2020, tutte le masse relative alle prossime cessioni di sportelli nonché alla prevista cessione massiva di crediti deteriorati sono state allocate a linea separata tra le “attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione” e tra le “passività
associate ad attività in via di dismissione”. Conseguentemente, al 31.12.2020: i crediti deteriorati totali risultano pari a 1,1 miliardi lordi (con un’incidenza dell’1,9% sul totale crediti lordi) e 0,7 miliardi netti (con un’incidenza dell’1,2% sul totale crediti netti). La raccolta diretta risulta pari a 68 miliardi di euro (di cui 52,2 da clientela ordinaria) e la raccolta indiretta a 79,6 miliardi di cui 63,2 relativi al risparmio gestito.

Il confronto rispetto al 2019 dei volumi pro-forma (comparabili con i precedenti periodi di rilevazione) mostra un andamento annuale favorevole per tutte le voci interessate: crediti deteriorati netti a 3,3 miliardi (con un’incidenza del 3,9% sul totale crediti netti) in significativa riduzione di 0,9 miliardi rispetto ai 4,2 di fine 2019 (incidenza 4,9%); crediti deteriorati lordi a 5,4 miliardi (con un’incidenza del 6,2% sul totale crediti lordi) in significativa riduzione rispetto ai 6,8 di fine 2019 (incidenza del 7,8%). Default rate in ulteriore contrazione all’1% (1.1% nel 2019). Raccolta diretta da clientela ordinaria a 82,3 miliardi, in crescita dai 76,9 di fine 2019; raccolta indiretta a 102,2 miliardi, in crescita rispetto ai 101,5 del 2019.

A seguito della contabilizzazione di tutti gli oneri relativi all’integrazione con ISP, il CET1 ratio fully loaded si attesta all’8,66%, il Tier 1 ratio al 9,54% e il Total capital ratio al 14,39%.

Prevedibile evoluzione della gestione
Nel primo trimestre del 2021 – spiega UBI – “la prevedibile evoluzione della gestione verrà influenzata dalle azioni sulla struttura dell’ex Gruppo UBI Banca in ottica di integrazione con ISP, tra cui la cessione di oltre 500 filiali a BPER nel corso del mese di febbraio 2021 e la riorganizzazione delle società prodotto (Aviva Vita, Lombarda Vita, Pramerica, UBI Factor, UBISS, ecc..), ciò che non consentirà alcuna
comparazione con i periodi precedenti”.

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