UBI, piano al 2022: utile a 665 milioni. Pay-out medio 40%

(Teleborsa) – UBI Banca prevede di realizzare 665 milioni di euro di utile netto nel 2022 rispetto ai 251 milioni (353 al netto delle poste non ricorrenti) del 2019, configurando un ROTE dell’8,3% a fine piano.

La banca guidata da Victor Massiah stima inoltre di mantenere nell’arco del piano industriale un pay-out medio del 40%, coerente con il mantenimento di un indice di solidità patrimoniale CET1 ratio del 12,5% a fine anno. L’istituto di credito si riserva di poter aumentare il dividendo, nel 2022, in caso di CET1 ratio superiore al 12,5%.

Il Piano di UBI prevede inoltre la riduzione di personale per circa 2.030 risorse – incluse le circa 300 risorse oggetto dell’accordo sindacale del dicembre 2019, il cui costo è già stato riconosciuto nei risultati di fine 2019 – garantendo tuttavia un parziale ricambio generazionale. Prevista anche la chiusura di 175 filiali mentre gli sportelli full cash saranno ridotti del 35%.

Il Piano Industriale 2022 parte da basi solide, costruite con la partecipazione e l’impegno di tutte le Persone di UBI – dichiara Victor Massiah, Chief Executive Officer del Gruppo – che definisce i risultati del 2019 “decisamente positivi”. Le misure prese in corso d’anno hanno consentito il raggiungimento di un ratio di crediti deteriorati lordi del 7,8% (6,9% pro-forma), prossimo ai migliori del sistema. La Banca presenta a fine 2019 una “struttura di bilancio equilibrata, forte liquidità, e livelli di capitale in crescita”.

“Il Piano che abbiamo elaborato – aggiunge Massiah – si basa sulla trasformazione della Banca nell’ottica di un Gruppo che sa cavalcare le nuove tecnologie digitali grazie a una significativa componente di investimenti senza però rinunciare al fattore umano, ma anzi valorizzandolo con un forte impegno nella formazione. Miglioreranno, e in alcuni casi verranno trasformati, i modelli di servizio alla clientela in ambiente di omnicanalità, consentendo al cliente un utilizzo totalmente flessibile di tutti i canali fisici e remoti disponibili”.

Il CEO assicura “continueremo a mantenere il controllo sui costi, nonostante gli importanti investimenti previsti, a monitorare il rischio, con l’ulteriore riduzione dei crediti deteriorati grazie alla forza della nostra piattaforma interna di recupero, e a rafforzare i controlli. La Banca potrà contare sul mantenimento di indici patrimoniali e strutturali in grado di garantire la consueta solidità ma allo stesso tempo potrà far leva su significativi elementi di flessibilità”.

Alle tematiche di sostenibilità, già ampiamente presenti nel DNA ultracentenario della banca – spiega Massiah – verrà dedicata una struttura di primo livello che agirà in modo “trasversale” coinvolgendo in modo organico tutti gli ambiti del Gruppo. Infine, grazie all’incremento della redditività complessiva, “il Piano prevede un dividendo costantemente in crescita, coerente con il mantenimento di un CET1 a livelli di assoluta solidità“.

Il triennio di Piano rappresenta “in modo simbolico il lasciarsi alle spalle un decennio di crisi che la Banca peraltro ha affrontato con resilienza. Basandosi su un approccio conservativo per gli scenari futuri, la Banca è convinta di avere tutte le capacità di evolvere il proprio modello di business al servizio di azionisti, clienti, personale e del contesto ambientale in cui opera”. conclude Massiah.

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