UBI Banca, utile netto +75%. Massiah: “Trimestrale storica”

(Teleborsa) – UBI Banca ha chiuso i primi tre mesi dell’anno con un utile netto di 117,7 milioni di euro contro i 67 milioni dello stesso periodo del 2017.

L’indicatore del capitale primario CET1 sale nel trimestre al 12% (phased in) e all’11,64% fully loaded, includendo anche l’ipotesi del pagamento di un dividendo.

Il margine d’interesse, con il nuovo regime contabile Ifrs9 è pari a 437,8 milioni e le commissioni si attestano a 407,3 milioni.

Migliorano i ricavi a 902,2 milioni a fronte dei 765,4 milioni dello stesso periodo del 2017.

Per l’esercizio, UBI conferma le indicazioni fornite in sede di approvazione dei risultati 2017, con la previsione di un “significativo” aumento della redditività.

Lo stock di crediti deteriorati è pari a 12,379 miliardi in termini lordi.

Il gruppo lombardo conferma le tempistiche pianificate per la cessione della prima tranche del portafoglio crediti deteriorati nell’ambito del piano NPL utilizzando la prima applicazione dell’Ifrs9, che prevede la dismissione entro il terzo trimestre dell’anno.

“E’ una trimestrale storica” – commenta l’Amministratore Delegato di UBI Victor Massiah – rispondendo alla domanda: come giudica la prima trimestrale in cui tutte le “bridge banks sono già incorporate in UBI Banca?. “Con l’incorporazione della Banca Teatina si è conclusa completamente l’operazione di incorporazione delle tre banche, devo dire con grande soddisfazione. Siamo ormai completamente operativi: per certi aspetti sembra già passato molto tempo. Evidentemente questa è una trimestrale molto positiva, perché abbiamo segni “più” su tutte le componenti“.

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