UBI Banca, RSA futuro per un Paese che invecchia

(Teleborsa) – La popolazione italiana invecchia a ritmi sostenuti, mentre aumentano i malati cronici e le strutture di assistenza agli anziani non riescono a coprire la domanda. Lo si apprende dal Rapporto sulle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), messo a punto da UBI Banca in collaborazione con gli studi legali Duff & Phepls REAG e Legance – Avvocati Associati, che ha sottolineato come i 13,6 milioni di over 65 che oggi abitano il paese, nel 2035 raggiungeranno i 17,8milioni, crescendo del 31%. L’incremento sarà sensibile anche per la fascia degli ultraottantacinquenni, per cui lo studio ha previsto un balzo del 43%, seguiti solo da coloro che supereranno i cento anni di età.

L’indagine, inoltre, ha evidenziato come anche gli ospiti delle RSA, attualmente 200mila, saranno triplicati nel 2035, sfiorando i 600mila. Secondo UBI Banca, dunque, con il 75% degli anziani non autosufficienti assistiti nelle Residenze Sanitarie, saranno necessari altri 200mila posti letto. Entro il 2035, dunque, il settore prevede un investimento complessivo di circa 14 miliardi di euro, nell’ipotesi che ad un quarto degli anziani venga garantita l’assistenza domestica, come d’altra parte accade oggi. Tolta questa aliquota, gli investimenti utili salirebbero oltre i 20 miliardi di euro.

Secondo il rapporto, questo asset è oggi coperto più dal privato che dal pubblico. Del privato, le società profit analizzate da UBI, accrescono la redditività in funzione dell’aumento di fatturato. Condizione che spingerà gli investimenti futuri verso un progressivo abbandono delle strutture più piccole. Per il no profit, invece, la redditività non risulterebbe adeguata per mantenere le strutture in efficienza e per generare risorse utili ad effettuare nuovi investimenti.

“Dal 2017 a oggi la Divisione CIB di UBI Banca ha erogato nel settore di riferimento circa 110 milioni di euro di finanziamenti – ha spiegato Marco Mandelli, Responsabile della divisione Corporate & Investment Banking di UBI Banca – di cui circa il 65 per cento per acquisto o sviluppo di RSA accreditate o convenzionate con il Sistema Sanitario Nazionale”.

“Il 74% circa degli affidamenti – ha precisato Mandelli – è stato concesso a investitori istituzionali tramite fondi immobiliari appositamente creati. Circa l’80% degli asset finanziati è localizzato al Centro Nord. La crescita in questo settore è palese così come lo è la volontà di un istituto di credito come il nostro di finanziare progetti di sviluppo e di crescita”.

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