UBI Banca, nel primo trimestre utile netto in forte accelerazione

(Teleborsa) – UBI Banca archivia il primo trimestre dell’anno con un utile netto di 67 milioni segnando un +59,4% rispetto ai 42,1 milioni del primo trimestre 2016,” nonostante l’inclusione nel 2017 di un’ulteriore svalutazione del Fondo Atlante per 13,5 milioni netti, di costi residuali relativi al Progetto Banca Unica – chiusosi a febbraio 2017 – per 4,6 milioni netti, e di spese progettuali relative alle Bridge Banks  per 1,1 milioni netti. Al netto delle componenti non ricorrenti, l’utile si è attestato a 86,3 milioni (+103%).

I risultati sono stati diffusi ieri a tarda notte. Il risultato della gestione operativa si è attestato a 276,1 milioni, con un incremento del 12,6% sul primo trimestre 2016 (+49,1% sul trimestre precedente). La raccolta totale da clientela ordinaria (diretta e indiretta) è salita a 153,8 miliardi (da 150,7 a dicembre 2016 e 146,9 a marzo 2016). Il Cet1 fully loaded al 31 marzo 2017 si e’ attestato all’11,29% (da 11,22% a fine 2016). Le rettifiche nette per deterioramento crediti sono state pari nel trimestre a 134,8 milioni, da 155,3 milioni del primo trimestre 2016.

Le erogazioni complessive a medio lungo termine sono cresciute a 2,7 miliardi (+13,6% rispetto all’analogo periodo del 2016) e sono stati acquisiti oltre 5.000 nuovi clienti. “Per quanto riguarda la prevedibile evoluzione della gestione – e’ riportato nel comunicato – si confermano a livello di Ubi Banca ‘stand alone’ le indicazioni fornite in sede di approvazione dei risultati al 31-12-2016”. Si rammenta inoltre che che le 3 Bridge Bank, per le quali e’ avvenuto il 10 maggio 2017 il closing del contratto di compravendita, “verranno consolidate a partire dal primo aprile 2017; in sede di semestrale la prevedibile evoluzione della gestione si riferira’ quindi al perimetro allargato”.

A valle delle autorizzazioni all’acquisto delle 3 Good Bank da parte delle BCE e della firma del closing avvenuta nel pomeriggio di eri (10 maggio 2017), Ubi Banca ha presentato l’aggiornamento del piano industriale per la ‘combined entity’ (Ubi Banca + le 3 Good Bank, ovvero le gia’ Banca Marche, Carichieti e Banca Etruria). Le proiezioni per la ‘combined entity’ “confermano i ratio di redditivita e di solidita patrimoniale al 2020, e la creazione di valore industriale”. In particolare, e’ indicato un target di utile netto per il 2020 a 1,12 miliardi di euro, con un Rote a circa il 12%. Il Cet1 al 2020 e’ visto “maggiore del 13%” (includendo 400 mln di aumento di capitale Ubi) e il rapporto cost/income al 52,8% (includendo gli oneri di ristrutturazione). Il Texas ratio e’ atteso “pari a 86,8%”.

Nel dettaglio dell’aggiornamento del piano è prevista una “significativa riduzione degli oneri operativi (-200 milioni circa nel 2020 rispetto al 2016 nel perimetro Bridge Banks) attraverso l’incremento della produttività complessiva che comporterà anche la riduzione dell’organico (1.569 risorse in meno o -32% rispetto al 2016 nel perimetro Bridge Banks) e “l’ottimizzazione delle altre spese amministrative”. Il piano vede la “piena integrazione” delle 3 banche acquisite nella rete commerciale UBI Banca e il taglio di 140 filiali.

UBI Banca, nel primo trimestre utile netto in forte accelerazione
UBI Banca, nel primo trimestre utile netto in forte accelerazione