UBI Banca, i fondi battono il “listone” e piazzano tre consiglieri

(Teleborsa) – L’assemblea di UBI Banca di sabato scorso ha dato il via libera al bilancio, al dividendo ed ha nominato il nuovo Consiglio di Sorveglianza.

Un evento clou nel corso del fine settimana, non solo perché si tratta della prima assemblea della banca da SpA, ma anche per l’adesione dei soci che sono intervenuti fisicamente in 1.500 (era presente oltre il 46% del capitale). 

Sul tema del rinnovo del CdS c’è una grande novità: il nuovo Consiglio è stato ridotto a 15 membri dai precedenti 23. L’altra grande rivoluzione è che la lista dei fondi è riuscita a piazzare i suoi 3 consiglieri, battendo con una maggioranza del 51% il cosiddetto “listone” presentato dalla maggioranza, che costituisce l’espressione degli interessi dell’asse Brescia-Bergamo-Cuneo e degli “azionisti del territorio”, come sottolineato da Aldo Poli, presidente della Fondazione Banca del Monte di Lombardia. Dato che la lista dei fondi era di minoranza, sono stati fatti solo tre nominativi – Giovanni Fiori, Paola Gannotti e Patrizia Giangualano – mentre dal Listone della maggioranza sono stati tratti : Andrea Moltrasio (Presidente), Mario Cera, Armando Santus, Gian Luigi Gola, Pietro Gussalli Beretta, Pierpaolo Camadini, Letizia Bellini Cavalletti, Renato Guerini, Giuseppe Lucchini, Francesca Bazoli, Sergio Pivato e Alessandra Del Boca.

Nel corso dell’Assemblea, il CEO di UBI, Victor Massiah, ha parlato di vari argomenti chiave, dal nuovo piano industriale, che dice “verrà presentato entro il primo semestre dell’anno”. e dovrebbe contenere innovazioni sia del modello organizzativo sia distributivo. “Verificheremo la fattibilita’ e i possibili miglioramenti economico e gestionali derivanti dal sistema di banca unica”, ha aggiunto. 

Quanto al delicato tema delle possibili aggregazioni, Massiah ha ribadito che al momento “non c’è alcun dossier aperto” e che qualsiasi operazione dovrà avere “una chiarezza assoluta sulla creazione di valore e una chiarezza assoluta su quella che è la governance. Poi, il banchiere ha smentito di aver ricevuto pressioni da parte del governo, rispondendo alle indiscrezioni che parlavano di un suo coinvolgimento con MPS o con Banca Carige. “Pressione dirette su di noi da parte del governo non ce ne sono, scrivetelo in maiuscolo, sottolineato, grassetto”, ha detto. Smentita anche la possibilità di partecipare agli aumenti di capitale di altre banche, come la Popolare di Vicenza.

Il manager ha poi riaffermato la solidità patrimoniale e chiarito che quel che interesse al management in questo momento è solo la redditività della banca.

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