Uber sospende l’attività in Ungheria per una legge “killer”

(Teleborsa) – Uber sospende l’attività in Ungheria. La decisione è stata presa proprio nel giorno dell’entrata in vigore di una legge che permette alle autorità di bloccare l’attività di provider di servizi taxi privi di un appropriato supporto logistico. L’iniziativa di Budapest, che altro non sarebbe che un provvedimento inteso a contrastare Uber, è stata, ovviamente, aspramente contestata dal creatore del sistema che permette il reperimento di auto a nolo con conducente tramite smartphone e tablet.

Insomma, una norma anti Uber, con pena che prevede fino a un anno di sospensione del servizio per chi la viola. L’accusa che più di frequente viene un po’ da ogni parte mossa ad Uber è che il “sistema permette” praticamente a chiunque in possesso di un’auto, e di conseguenza ad autisti non professionisti e quindi privi delle necessarie autorizzazioni a tutela degli utenti, di esercitare l’attività di pubblico noleggio, esponendo così i clienti a numerosi rischi di vario tipo.

Secondo Uber si tratta di una legge ad hoc contro i suoi servizi e che “punisce l’innovazione e crea svantaggi sulla concorrenza e per i consumatori senza assicurare vantaggi allo Stato”, secondo quanto affermato dal numero uno delle operazioni locali, Zoltan Fekete. Con un valore stimato che ha raggiunto 50 miliardi di dollari, Uber viene vista come uno dei maggiori successi globali tra quelle società che vengono annoverate tra le “start up”. Attualmente Uber è presente in 50 Paesi, tra cui 21 dell’Unione europea, di cui l’Ungheria fa parte e in cui, secondo il direttore delle operazioni centro europee Robbie Khazzam, un giorno spera di tornare. La sua attività di concorrenza ai tradizionali servizi di Taxi è in realtà contestata in molti altri mercati. Che, però, soprattutto per i suoi prezzi più bassi è molto apprezzata dall’utenza.

Uber sospende l’attività in Ungheria per una legge “killer”
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