Uber, il fondatore Kalanick lascia la carica di CEO

(Teleborsa) – Il contestatissimo CEO di Uber, Travis Kalanick, si è dimesso. La decisione di lasciare il gruppo è stata annunciata oggi dal top manager della società, ritrovatosi al centro di forti contestazioni e scandali, anche a carattere sessuale.  

Uber è la società che ha lanciato l’app o le varie app che garantiscono il servizio istantaneo di trasporto di persone, sia gli NCC che un servizio molto più simile ai taxi, al centro di proteste negli anni passati per ragioni di concorrenza rispetto al tradizionale servizio offerto dai tassisti. La società, valutata 68 miliardi di dollari, è la più grande in termini di valutazione fra quelle non quotate della Silicon Valley. 

Il CEO uscente Kalanick è stato anche il fondatore di Uber, ma recentemente era stato messo alla berlina da alcuni importanti investitori – Capital First Round, Capital Minolta, Menlo Ventures e Fidelity Investments – che possiedono più di un quarto del capitale. Gli azionisti avevano chiesto al CEO un passo indietro per le influenze che i suoi “affari privati” stavano avendo sulla gestione del gruppo.

Il fondatore di Uber a inizio anno era stato, infatti, accusato da una ex dipendente di molestie sessuali, ma erano poi seguite altre denunce di molestie ed anche di sessismo. Poi, erano seguite denunce per violazione di proprietà intellettuale da parte di Google, per l’auto a guida remota, ed una procedura aperta dalle autorità federali per un software che consentiva di evitare i controllo delle forze dell’ordine.

Le dimissioni riguardano la carica di CEO, non anche il suo posto nel Board, che verrà conservato. 

 

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