Turismo, restrizioni e ritardi vaccino costringono a casa 20 milioni di italiani

(Teleborsa) – Le restrizioni agli spostamenti e l’incertezza sulle vaccinazioni contagiano anche la Pasqua 2021 e bloccano i progetti di vacanza di 20 milioni di italiani, in vista delle prossime festività e dei consueti ponti primaverili. Ma emerge anche una flebile luce in fondo al tunnel, che fa risalire la fiducia dei consumatori sulla possibilità di viaggiare. È quanto emerge dalla consueta rilevazione condotta ogni mese da SWG per Confturismo-Confcommercio.

“Il piano delle vaccinazioni non è solo un tema di salute, è un elemento essenziale per fare ripartire l’economia del Paese, cominciando dal turismo, che vale il 13% del PlL”, ricorda il presidente di Confturismo-Confcommercio Luca Patané, auspicando che il governo adotti “scelte decise” per far ripartire il turismo, non solo ristori, ma anche vaccinazioni prioritarie per gli addetti e l’adozione di corridoi e destinazioni Covid free.

Patané auspica anche una revisione del Recovery Plan, che al turismo dedica risorse per 1,5 miliardi. “Il settore – afferma – va posto al centro delle linee di intervento previste su digitalizzazione, transizione ecologica, riqualificazione di strutture e competenze, inclusione sociale e mobilità”

Italiani bloccati dalle restrizioni

La survey rivela che 1 rispondente su 3 avrebbe voluto programmare un viaggio tra marzo e maggio, ma è rimasto bloccato dalle disposizioni che impediscono di circolare. Si tratta di 5 milioni di persone, che si aggiungono ai 7 milioni che non sarebbero comunque partiti a causa di timori per la salute, per mancanza di ferie o in mancanza di disponibilità economiche.

Vaccinazioni cruciali per ripartire

Ma ciò che emerge con più forza è il peso della situazione legata ai vaccini che frena i programmi di 20 milioni di persone: se potesse ricevere l’agognato siero nelle prossime settimane, il 75% degli interpellati (circa 20 milioni) sarebbe più propenso a programmare e a prenotare da subito le sue vacanze. Interessante, poi, che il 62% del campione considererebbe con attenzione l’ipotesi di andare in una destinazione “Covid free”, fatto che dovrebbe spingere l’Italia a seguire velocemente l’esempio di Paesi come Grecia, Spagna, Croazia e altri Paesi che perseguono da settimane questa strategia.

Fiducia in recupero

A dispetto di queste preoccupazioni e restrizioni, l’indice di fiducia del viaggiatore italiano evidenzia a marzo un recupero a 53 punti, tre in più rispetto al mese precedente, anche se risulta ancora in calo di nove punti rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

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