Turismo, più della metà degli albergatori investirà per migliorare i propri hotel

(Teleborsa) – Le incertezze bloccano molti degli albergatori ma più della metà della categoria prevede investimenti per ammodernare il proprio hotel. A sottolineare la tendenza prossima è Federalberghi grazie ad un’indagine realizzata nell’estate 2019 sui programmi di investimento degli albergatori per i prossimi 12 mesi.
Il 53,4% degli intervistati, spiega il centro studi della Federalberghi che rende noto il dato, “intende svolgere interventi di ristrutturazione o di ammodernamento delle proprie strutture ricettive, per migliorare l’offerta e renderla più competitiva”. I principali interventi programmati riguardano l’ammodernamento degli arredi delle camere (70,4%), degli arredi delle zone comuni (63,8%) e dell’immobile (47,86%). Il 38,3% invece non intende fare investimenti nel corso del prossimo anno. Il motivo principale “è costituito dalla situazione economica contingente che alimenta incertezze per il futuro”. Il 59,9% di quelli che “staranno alla finestra, infatti, dichiara di voler investire ma ritiene che questo non sia il momento ideale”.

Gli albergatori italiani – spiega il presidente dell’Associazione Bernabò Bocca – sono tenaci e continuano ad aver voglia di investire. Lo fanno nonostante uno scenario ingarbugliato a causa della riapertura di alcuni mercati della sponda sud del Mediterraneo, del calo della domanda tedesca e dell’imperversare delle strutture ricettive illegali che si nascondono dietro l’etichetta delle locazioni brevi, ai quali si sono recentemente aggiunti i guasti causati dai fallimenti del gruppo Thomas Cook e di Amoma”.

Il centro studi della Federalberghi ha esaminato anche le 14.687 richieste presentate nei cinque anni di vita del credito d’imposta per gli investimenti di riqualificazione delle strutture ricettive e termali. Gli investimenti fatti dalle imprese che hanno fatto richiesta ammontano a circa 564 milioni di euro. Ma le risorse disponibili, pari a 356,7 milioni, hanno consentito di finanziarne solamente 8.386. Di conseguenza, “ben 6.301 interventi di riqualificazione effettuati (il 42,9% di quelli presentati), per un totale di circa 208 milioni di euro, non hanno ricevuto alcun sostegno a causa dell’insufficiente dotazione finanziaria dell’istituto”.

“Il rilancio del settore turistico italiano risulta essere un’obiettivo di primaria importanza”, spiega Bocca ricordando in merito che la legge di bilancio per il 2019 non ha rifinanziato il tax credit e invitando il governo e il parlamento a un intervento urgente. “Federalberghi lo ha incluso tra le priorità per la prossima manovra di bilancio insieme alla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia Iva e al completamento della legislazione di contrasto all’abusivismo”. “Vengano garantite – conclude Bocca – le risorse necessarie per assicurare la doverosa copertura a tutte le imprese che effettuano un investimento, in analogia a quanto già avviene per le ristrutturazioni delle abitazioni, ponendo fine a una procedura iniqua che fino a oggi ha assegnato il credito d’imposta a chi ha il dito più veloce o la linea internet più performante, per non parlare delle peripezie che hanno caratterizzato l’ultimo click day”.

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