Turismo, l’allarme di ASTOI e FTO: “A rischio 50mila posti di lavoro”

(Teleborsa) – “Serve uno stanziamento di almeno 750 milioni, a fondo perduto, entro giugno, per il sostegno al mancato reddito di aziende che hanno già perso oggi 9 mesi di fatturato annuo. Caduto nel silenzio l’appello del Manifesto #ripartiamodallitalia, sostenuto da oltre 35mila firme di imprese, cittadini, personalità dell’economia, della cultura, dello sport e dello spettacolo”. Questo il messaggio inviato dai promotori del Manifesto per il Turismo Italiano, ASTOI Confindustria Viaggi e FTO-Confcommercio Federazione del Turismo Organizzato, insieme a diverse imprese del settore turistico e degli eventi.

Il settore denuncia il “silenzio assordante del Governo italiano di fronte all’Sos che da oltre un mese associazioni di categoria, aziende del turismo e del turismo organizzato hanno lanciato con tutte le modalità possibili”. Stando ai numeri forniti dai promotori del Manifesto, il collasso di un settore, nel quale solo il turismo organizzato rappresenta 13mila imprese, oltre 75mila addetti e produce un volume d’affari di oltre 20 miliardi di euro l’anno, potrebbe portare a fallimenti a catena. Già a giugno, in assenza di provvedimenti mirati, si prevede la perdita di 50mila posti di lavoro.

Tra le richieste presentate al Governo vi è quella di “un fondo straordinario che – spiegano i promotori in una nota – unito ad altre azioni specifiche, possa contribuire a tenere in vita questo comparto importante, che è il maggiore traino dell’intero settore”. Nel dettaglio la proposta prevede la costituzione di un fondo straordinario dedicato di sostegno al mancato reddito per tutte le imprese del turismo organizzato, mediante finanziamenti per i quali sia previsto un importante contributo a fondo perduto, insieme all’allungamento della cassa integrazione. Il settore lamenta, infatti, una perdita pari ai 9/12 del fatturato annuo. “I tour operator e le agenzie di viaggio – si legge nella nota – lavorano con 4-5 mesi d’anticipo e normalmente a maggio hanno già sviluppato il 70% del fatturato dell’anno, ora azzerato con le cancellazioni per il 2020. Quando gli altri settori produttivi e di servizi potranno riaprire le attività, ricominceranno a produrre fatturati. Ma il settore del turismo organizzato, se non riceverà immediatamente ossigeno per un ammontare stimato di almeno 750 milioni di euro a fondo perduto entro giugno, non potrà probabilmente ripartire e garantire l’occupazione”.

I promotori del Manifesto sottolineano, inoltre, come i Governi di altri paesi europei abbiano già assunto provvedimenti mirati per questo particolare comparto. “Se le imprese del turismo, del turismo organizzato e degli eventi, che gestiscono viaggi dei nostri connazionali in Italia e all’estero e i flussi incoming degli stranieri nel nostro Paese, saranno costrette ad imboccare la strada del dissesto, – concludono – si favorirà l’ingresso nel mercato italiano degli operatori esteri del settore, con una perdita di valore economico, di capacità di gestione della filiera turistica e di identità che stravolgerebbe gli equilibri di questa eccellenza del Made in Italy”.

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