Turismo, Borsa italiana: settore cruciale per rilancio economia

(Teleborsa) – “Senza la ripartenza del turismo non è realizzabile quella necessaria ripresa economica che è da più parti auspicata”. Così Borsa Italiana in una analisi pubblicata oggi sul suo sito http://www.borsaitaliana.it, nell’ambito del progetto Italian Factory, che accende i riflettori anche sulle opportunità offerte dal Recovery Plan. Il PNRR, infatti, ha stanziato 6,68 miliardi di euro per il comparto “Turismo e cultura”, la metà direttamente alle attività turistiche. “Si tratta di un primo, importante, passo – si afferma – per rilanciare un comparto che ha un ruolo cruciale per la crescita italiana”.

Tracciando un bilancio dell’ultimo anno che ha evidenziato una profonda caduta del PIL e dell’occupazione, oltre a profonde ferite sociali, l’analisi ricorda che il settore dei servizi ed, in particolare, il turismo ha “risentito per primo e in modo più violento della crisi sanitaria”. Si citano i dati dell’UNWTO, in base ai quali, gli arrivi turistici internazionali sono diminuiti di circa il 75%, con un salto indietro di quasi 30 anni ed un impatto economico che vale circa 2 trilioni di dollari (il 2% del PIL mondiale) e circa 100 milioni di posti di lavoro “a rischio”

Secondo le elaborazioni di Borsa Italiana su dati del WTTC (World Travel & Tourism Council), “il turismo è uno dei principali motori per l’economia mondiale, vale quasi il 10% del PIL globale e occupa più di 300 milioni di persone (10,6% del totale). Prima della crisi pandemica il valore (diretto e indiretto) del settore era di circa 9 trilioni di dollari, 1000 miliardi in termini di investimenti e 1,7 trilioni di dollari di esportazioni, il 27,4% delle esportazioni di servizi .

L’Italia è una delle principali mete dei viaggi internazionali e il turismo rappresenta un settore fondamentale per l’economia del Paese: vale circa il 7% del PIL e il 7,1% degli occupati (quasi 1,7 milioni di addetti). Includendo effetti diretti e indiretti genera quasi il 14% del valore aggiunto totale e dell’occupazione. Qui le misure di contenimento – secondo una elaborazione dei dati di Bankitalia – hanno pesato per il 95% sul fatturato dei servizi nel punto di minimo della prima ondata del Covid (aprile 2020) e per circa l’80% durante la seconda ondata di contagi in autunno.

Nella media del 2020 il fatturato del comparto turistico, in Italia, è diminuito di quasi il 60% e il calo delle presenze turistiche totali è stato superiore al 50% rispetto al 2019. Nei primi mesi del 2021 la gravità della situazione sanitaria dentro e fuori dall’Italia ha impedito la riapertura delle attività del comparto.

La campagna vaccinale – si sottolinea – “sta portando i primi importanti risultati” e “le prospettive nel breve periodo sono dunque in miglioramento anche per il contestuale progresso registrato nel resto d’Europa”. “Il settore, pur in mezzo a tante difficoltà – afferma l’analisi – si sta preparando per ripartire. Ma bisogna tener conto di alcuni cambiamenti prodotti dall’esperienza della pandemia”.

“Il ruolo della politica – si afferma – è accompagnare questi cambiamenti partendo innanzitutto dall’introduzione di misure adeguate a colmare quei tradizionali gap strutturali di contesto che pongono l’Italia in una posizione arretrata rispetto ai principali competitor”, fra cui campeggiano i ritardi in infrastrutture, digitalizzazione, burocrazia, trasporti e promozione dell’immagine del paese. Tutti campi su cui- afferma Borsa Italiana – “c’è ancora molto da fare”.

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