Trump se alla Casa Bianca inviterà Putin e il dittatore nordcoreano Kim Jong-un: “Parlerò con tutti, non ci si perde nulla”

(Teleborsa) – Un Donald Trump a tutto campo che mette da parte la maschera dell’irriducibile guerrafondaio e si mostra con tutti, almeno a parole, oltremodo disponibile e conciliante. Il leader russo Putin? Perchè non incontrarlo? “Non avrei assolutamente alcun problema a invitare Vladimir Putin a Washington. Credo che sarebbe molto utile se ci coordinassimo per raggiungere l’obiettivo comune di sconfiggere l’Isis”.

Quanto all’invio di truppe di terra americane in Nord Africa e in Medio Oriente, Trump mostra un tantino di prudenza: “mi piacerebbe vedere altri inviare truppe di terra per primi, perché ne subiscono le conseguenze più di noi. Non è un no, piuttosto un vedremo”. Così il candidato repubblicano alla Casa Bianca racconta come si comporterebbe, se eletto, ad Alain Friedman che lo intervista per il Sunday Times, giornale distribuito nel Regno Unito e in Irlanda, pubblicata in Italia sul Corriere della Sera.

Trump, parlando dell’Europa, dice: “non ho amato l’idea dell’euro fin dall’inizio del progetto, e non inizia a piacermi ora. Credo che renda le cose più complicate”. E sul quantitative easing della Bce nutre altri dubbi: “francamente nessuno sa se funzionerà o meno. Potrebbe anche funzionare nel breve periodo, ma nel lungo termine potrebbe rivelarsi molto dannoso”.

E’ poi la volta dello spinoso tema dell’immigrazione, con critiche alla cancelliera tedesca Angela Merkel: “ha fatto un errore madornale nel permettere l’ingresso degli immigrati in Germania”. Sull’Italia e sull’inevitabile paragone con Silvio Berlusconi se la cava così, dichiarando soddisfatto: “non lo conosco personalmente, ma so esattamente chi è e cosa ha fatto. Siamo due uomini ricchi prestati alla politica”.

A Matteo Salvini, il plurimiliardario Trump riserva di fatto il trattamento del “Michele chi?” con cui a suo tempo Berlusconi liquidò Santoro: “non ricordo. Io faccio ogni settimana migliaia di foto ai comizi, con migliaia di persone, forse ho detto Good Luck a questo signore”, smentendo così di aver mai augurato al leader della Lega di diventare premier.

In quanto ai rapporti con l’Oriente, Trump chiosa: “stiamo perdendo miliardi e miliardi di dollari nei nostri accordi commerciali con la Cina, rinegozierei questi accordi. Questa è una delle prime cose che farei se fossi eletto”, ribadendo la volontà di incontrare il leader nordcoreano Kim Jong-un invitandolo a Washington per un colloquio. “Parlerò con tutti – conclude – non c’è nulla di male nel parlare e non ci si perde nulla”.

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