Trump, le ultime parole famose e il “flash crash” di Wall Street

Adesso che farà la FED: rinvierà il rialzo dei tassi USA o Jerome Powell debutterà con una stretta?

(Teleborsa) Sono trascorsi appena pochi giorni da quando Donald Trump, il discusso presidente degli Stati Uniti, da Davos sbandierava ai quattro venti il periodo d’oro della sua America, rigorosamente First.

E così, forte dei record positivi battuti giorno dopo giorno dai mercati azionari americani, fotografia perfetta di un Paese in ottima salute anche grazie alla sua presenza alla Casa Bianca, invitava ad investire negli Usa. Prospettive più rosee che mai, dunque.

LE ULTIME PAROLE FAMOSE E IL FLASH CRASH – Qualcuno le chiamerebbe “le ultime parole famose”. Fatto sta che il numero 1 Usa non ha fatto neanche in tempo a finire la frase che arriva il tonfo di Wall Street, quello che gli esperti chiamano “flash crash” nel lunedi ribattezzato nero da molti, quando cioè l’indice Dow Jones di Wall Street ha ceduto per 15 minuti circa 1.600 punti rispetto alla chiusura di venerdì scorso, in pratica il calo più pesante mai avvenuto sulla borsa americana in valore.

ECONOMIA USA ECCEZIONALMENTE FORTEE Trump che fa? Ovviamente serra le fila. L’economia americana rimane “eccezionalmente forte”. Questo il commento del il presidente degli Stati Uniti, che in particolare, si è concentrato sui “fondamentali” a lungo termine. “I fondamentali economici sono estremamente solidi e stanno rafforzando la crescita americana, la disoccupazione bassa e i salari in aumento per i lavoratori americani”, si legge in un comunicato della Casa Bianca.

IL SELL-OFF NON MODIFICA L’OUTLOOK ECONOMICO DI DUDLEY-  Questa la posizione di William Dudley, presidente della Federal Reserve Bank (Fed) di New York, che si è affrettato a dichiarare che il recente sell-off abbattutosi su Wall Street non modifica il suo outlook sull’economia Usa.

Una posizione che ricalca quella del segretario americano al Tesoro, Steven Mnuchin che nella sua testimonianza davanti ai membri della commissione Servizi finanziari alla Camera statunitense non aveva fatto trasparire alcuna preoccupazione sulla recente volatilità dei mercati azionari.

PIU’ CHE UN TONFO, UN TONFETTO – “Non si è trattato di un tonfo così grande”, ha proseguito Dudley. “Il mercato azionario ha registrato incrementi ragguardevoli nel corso di un periodo di tempo molto lungo con un volatilità estremamente bassa” e “le mie prospettive economiche non sono cambiato solo perché le piazze finanziarie sono a un livello leggermente inferiore rispetto a qualche giorno fa”.

IL CROLLO CHE ACCOGLIE POWELL. COSA FARA’ LA FED? – Intanto, viene da chiedersi cosa farà il neo-governatore Jerome Powell, che ha giurato, insediandosi nella carica e raccogliendo dunque l’eredità di Janet Yellen. Rinvierà il rialzo dei tassi USA o debutterà con una stretta? Gli operatori di Borsa continuano a temere che un miglioramento dell’economia, anche per effetto della riforma fiscale Usa, possa fare scattare pressioni inflattive che potrebbero costringere la Federal Reserve a stringere la cinghia più del previsto. Questo timore è diventato evidente venerdì scorso, quando il governo Usa ha pubblicato un ottimo rapporto sull’occupazione americana a gennaio: in quel mese i salari orari sono balzati su base annua del 2,9%, un rialzo che non si vedeva dal giugno 2009.

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