Trump, ennesima spallata a Obama: nuova strategia nucleare. Russia e Cina nel mirino

(Teleborsa) – Lo aveva promesso. E non si può certo dire che non lo stia mettendo in pratica. A colpi di nuove misure e leggi, Donald Trump continua l’opera di smantellamento di quanto Barack Obama aveva costruito negli anni della sua presidenza.

Dopo il protezionismo commerciale elevato all’ennesima potenza, i muri anti-migranti, adesso è la volta di una nuova strategia nucleare delineata e diffusa nel “Nuclear Posture Rewiew”, con il quale il Pentagono ha illustrato come si prepara a fronteggiare le minacce atomiche nei prossimi decenni. L’obiettivo della Difesa Usa è da un lato contrastare i pericoli che arrivano dalla Corea del Nord e dall’altro avere un deterrente in più verso Russia e Cina, due paesi esplicitamente considerati come una potenziale minaccia. 

Un piano che, nel complesso, stravolge senza però ribaltare completamente visto che non richiede un aumento complessivo dell’arsenale, come Trump aveva promesso in campagna elettorale. E inoltre conferma l’accordo Start (New Strategic Arms Reduction Treaty) con la Russia, che stabilisce un tetto di 1.550 testate nucleari operative e un massimo di 800 vettori per ciascuna delle due potenze.

La revisione del Pentagono si sofferma su progetti a più lungo termine che considerano la reintroduzione di un missile Cruise da sottomarino noto come Slcm, il cui utilizzo era stato interrotto dall’amministrazione di Bush padre e che Obama aveva rimosso dall’arsenale. La nuova dottrina, inoltre, conferma il diritto degli Stati Uniti di utilizzare per primi la bomba atomica in “circostanze eccezionali”. I costi del piano di ammodernamento delineato dall’amministrazione Trump sono stati stimati in 1.200 miliardi di dollari in 30 anni.

MOSCA: DOTTRINA ANTI RUSSA, DOVREMO REAGIRE – Non si fa attendere, ovviamente, la risposta della Russia. Mosca denuncia la “natura bellicosa” e “antirussa” della nuova strategia nucleare americana, e avverte che prenderà le “misure necessarie” per assicurare la sua sicurezza di fronte agli Stati Uniti. Chiare anche le parole del ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, che ha commentato: “Da una prima lettura, il carattere bellicoso e antirusso di questo documento salta agli occhi”, aggiungendo di essere profondamente “deluso”.

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