Trump alla Casa Bianca: cosa ne pensano gli esperti e le agenzie di rating?

(Teleborsa) – La vittoria di Donald Trump alle elezioni Presidenziali USA 2016 ha lasciato in molti stupiti, specie dopo che i sondaggi avevano quasi dato per certa una vittoria della rivale Hillary Clinton. 

Ma cosa pensano gli analisti de nuovo Presidente? Quale sarà l’impatto sui mercati e sull’economia. Ecco l’opinione di alcune importanti banche d’affari ed analisti:

CRIF Ratings appare alquanto pessimista e parla di uno “scenario di incertezza dirompente” nella politica economica e monetaria, con elementi di discontinuità rispetto al passato, che vede a rischio anche la politica di Quantitative easing della BCE. Per gli analisti, l’outlook per il 2017 è altrettanto incerto sia a livello internazionale sia guardando all’Italia, dove resta l’incertezza sull’esito del referendum. 

Goldman Sachs è neutrale e per ora non modifica la propria stima di crescita reale del PIL USA al 2% nel 2017. Gli analisti vedono nel “rischi al ribasso” sulla crescita, legati all’incertezza dei mercati finanziari, ma sono fiduciosi che le politiche di riduzione fiscale promesse da Trump possano bilanciare questi rischi. Per il lungo periodo il rischio maggiore sono le politiche protezionistiche ventilate dal nuovo Presidente.

L’agenzia di rating Fitch afferma che l’elezione di Trump “non ha implicazioni di breve termine sul rating di Tripla A” degli Stati Uniti, ma nel medio periodo le politiche fiscali promesse da Trump potrebbero far lievitare il debito ed il suo costo di finanziamento.

UBS si concentra invece sulla Fed, affermando che un rinvio dell’aumento dei tassi previsto a dicembre potrebbe concretizzarsi solo in caso di “protratta fase di volatilità dei mercati”. Quanto all’economia, gli analisti della banca svizzera ritengono che gli interventi su tasse e spesa annunciati da Trump potrebbero anche spingere la crescita economica. Meno chiaro appare invece l’impatto delle politiche protezionistiche annunciate dal Presidente in pectore. 

Capital Group ritiene invece che, nel lungo periodo, l’economia statunitense rimarrà probabilmente una delle più solide al mondo,
indipendentemente dall’inquilino della Casa Bianca. Tuttavia, alcune misure promesse da Trump (modifica della legge Dodd-Frank sui mercati finanziari, accordo di Parigi, promozione dell’industria mineraria) potrebbero avere conseguenze sul settore delle energie rinnovabili e dei combustibili fossili.

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