Truffa dei diamanti: la Guardia di Finanza apre un fascicolo di indagine

Oltre 700 mila euro sequestrati alle banche, indagine della Guardia di Finanza e risarcimenti ancora in corso per la truffa dei diamanti.

La Guardia di Finanza ha aperto un fascicolo per l’attribuzione di responsabilità amministrativa agli istituti bancari Intesa Sanpaolo, UniCredit e Banco BPM.

Il provvedimento è finalizzato ad accertare la condotta fraudolenta e la mancata verifica di autenticità, in merito alla truffa dei diamanti a cui questi istituti hanno preso parte.

Coinvolte anche Banca Aletti e Monte dei Paschi, ma soprattutto le due società Intermarket Diamond Business S.p.A (IDB) di Milano, fallita, e la Diamond Private Investment (DPI) di Roma.

L’inchiesta si riferisce all’attività di vendita delle pietre preziose portata avanti da queste due società dal 2012 al 2016 ad un prezzo gonfiato, in accordo con le banche intermediarie.

I diamanti venivano descritti come “beni di rifugio” con un rendimento del 3 – 4% annuo, supportato da una documentazione che presentava, apparentemente, quotazioni attendibili, mentre si trattava solo del listino prezzi.

Il valore risultava quindi superiore rispetto a quello reale, inoltre venivano aggiunte tutta una serie di spese, incluse le commissioni per la banca e l’assicurazione.

Questa incongruenza è stata messa in luce per la prima volta durante la trasmissione televisiva Report, che ha confrontato i prezzi proposti dalle banche e le quotazioni ufficiali di riferimento, pubblicate nel Rapaport.

La condotta illecita non si ferma qui, negli atti infatti si parla anche di circolari interne delle banche con l’esplicita direttiva di proporre i diamanti non come gioielli, ma come investimenti sicuri e redditizi.

La società Intermarket Diamond Business S.p.A., secondo le indagini, avrebbe anche fatto una serie di regali ai vertici del Banco BPM e Unicredit, che per regolamento interno non ne possono ricevere. La Guardia Di Finanza ha recuperato infatti file chiamati ‘lista regali natale’ e ‘regali archeologici 2016’, insieme ad alcuni voucher e viaggi pagati ai dirigenti bancari. Le commissioni sulla vendita dei diamanti riscosse dagli intermediari bancari erano, inoltre, passate dal 5% al 24,5 %.

Questi istituti di credito avevano già ricevuto una multa da parte dell’Antitrust nel 2017, a cui si aggiunge l’iniziativa avviata dal Codacons per tutelare tutti i risparmiatori coinvolti nella vicenda, che hanno il diritto di vedersi restituite le somme investite.

Le autorità il 19 febbraio hanno infine disposto un sequestro preventivo di più di 700 milioni di euro a carico delle due società e delle cinque banche per truffa aggravata, mentre sono iniziati i risarcimenti nei confronti dei clienti.

Questa truffa ha fatto molto scalpore in quanto sono rimasti coinvolti anche alcuni VIP, come la rockstar Vasco Rossi, l’imprenditrice Diana Bracco, la conduttrice Federica Panicucci e la ex showgirl Simona Tagli.

Ora non resta che aspettare la conclusione delle indagini e l’adempimento di tutti i risarcimenti del caso, da parte delle banche coinvolte.

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