Trivellazioni alle Tremiti, l’affidataria Petroceltic ha debiti per 200 milioni e accuse di frode e corruzione

(Teleborsa) – La grave crisi in cui versa la società Petroceltic International e l’autorizzazione concessa il 22 dicembre scorso alla Petroceltic Italia, per la ricerca di idrocarburi al largo delle isole Tremiti. E’ questo l’argomento che alcuni onorevoli del Movimento 5 Stelle hanno messo in luce alla Camera dei Deputati in due diverse interrogazioni.

I parlamentari hanno sottolineato che la “Petroceltic International, specializzata nell’esplorazione, estrazione e trasporto nel settore oil&gas, attraversa una grave crisi economica al punto che il valore delle sue azioni nel solo 2015 sarebbe crollato del 77%” e che il gruppo “sarebbe accusato di frode e corruzione e coinvolto in contenziosi giuridici ancora in corso con la ditta Worldview Capital Management”.

E’ stato poi evidenziato che la “Petroceltic ha debiti per 200 milioni di dollari. Il 23 dicembre 2015, il giorno dopo la firma dei decreti ministeriali, ha iniziato a cercare potenziali acquirenti. La liquidità finirà entro gennaio 2016. Un’impresa sul lastrico che sta quasi per fallire. Perché le abbiamo affidato le isole Tremiti senza neanche indagare che fondi avessero, che o chi fossero?” Questo è quanto si chiede Maria Rita D’Orsogna, fisico e docente presso la California University che ha preso come fonte, testate quali il Financial Times.

Dietro a tali premesse gli onorevoli hanno chiesto al Governo se “non ritenga di dover revocare l’autorizzazione concessa alla Petroceltic Italia, posto che la grave situazione finanziaria in cui versa la Petroceltic International potrebbe compromettere lo svolgimento delle attività necessarie alla ricerca di idrocarburi o determinare una loro eventuale repentina interruzione, esponendo l’area protetta a tutti i rischi derivanti da un lavoro non svolto a regola d’arte”.

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