Trieste Airport, deserta la gara per il 45% del capitale

(Teleborsa) – Alla mezza dozzina di manifestazioni di interesse ventilate nei mesi scorsi, alla fine non ha fatto seguito alcuna offerta per la gara europea indetta da Trieste Airport per la cessione del 45% del pacchetto azionario, detenuto per intero dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Che i termini e le condizioni non avessero convinto i potenziali acquirenti lo si era intuito a seguito delle dichiarazioni dell’Amministratore Delegato di SAVE, Marchi, chiamatosi fuori ben prima della scadenza del bando fissata alla data del 6 giugno. In sostanza, l’obbligo di irrorare capitale fresco senza avere voce in capitolo nella governance ha finito per scoraggiare, a livello nazionale, i colossi come ADR e SEA e indurre anche la bergamascaSACBO a riconsiderare i propositi di allargamento dei propri interessi.

Il CdA di Trieste Airport, preso atto che nessuna offerta è pervenuta entro la scadenza dei termini, si prepara a un confronto con l’azionista unico Regione Friuli per aprire una nuova gara che contenga condizioni attrattive per i potenziali partner industriali, italiani ed europei. Si tratterà di rivedere la condizioni principale che, nel bando appena scaduto, imponeva il congelamento del 45% per 36 mesi dall’acquisto e solo al termine di tale periodo l’opzione per l’ulteriore 10% che avrebbe portato al controllo effettivo della società. Ciò nella prospettiva che l’aeroporto triestino facesse registrare numeri in crescita, ovvero si adottasse un piano di sviluppo orientato al trend positivo sia in termini operativi che di utili.

Trieste Airport, deserta la gara per il 45% del capitale