Tria, lettera a Bruxelles: Pil in crescita dell’1,5% nel 2019, dell’16% nel 2020

Il ministro dell'economia: "Auspichiamo il dialogo"

(Teleborsa) Prove di dialogo tra Roma e Bruxelles. L’economia italiana l’anno prossimo crescerà a un ritmo dell‘1,5% per accelerare all’1,6% l’anno successivo. Lo ha scritto il ministro dell’Economia Giovanni Tria in una lettera inviata alla Commissione europea sui nuovi obiettivi di finanza pubblica.

PROVE GENERALI DI PACE“Come è avvenuto all’interno del Governo, auspico che il dialogo con la Commissione Europea rimanga aperto e costruttivo, tenendo conto delle reali esigenze di cittadini e imprese e del ruolo che svolgono le Istituzioni. In questo dialogo il Governo si presenta compatto e fiducioso”. 

MANOVRA CORAGGIOSA E RESPONSABILE – Il ministro definisce la prossima manovra di bilancio “coraggiosa e responsabile, puntando alla crescita e al benessere dei cittadini, assicurando in seguito un profilo di riduzione del deficit, che passerà dal 2.4% del 2019 al 2.1% del 2020 per chiudere all’1.8% del 20212″. 

E ancora, andando più nel dettaglio, precisa il Mef: “L’impatto delle singole misure sull’economia del Paese deve essere valutato nel quadro dell’intera manovra. Maggiori risorse per gli investimenti pubblici e privati, minore pressione fiscale sulle piccole e medie imprese e sui lavoratori autonomi, spinta al ricambio generazionale sul mercato del lavoro e sostegno ai soggetti più vulnerabili: quest’insieme di misure porterà un aumento della crescita all’1.5 per cento nel 2019 per arrivare all’1.6 e l’1.4 negli anni successivi”. 

SOTTO IL SEGNO DELLA CRESCITA – Il raggiungimento degli obiettivi di crescita, “verrà ottenuto anche grazie a un attento disegno degli interventi sia sul versante degli investimenti, sia su quello delle misure di sostegno attivo per il lavoro e la coesione sociale che garantiscano la stabilità complessiva del sistema”, conclude infine via XX settembre. 

BERLUSCONI: “CON M5S RISCHIO BARATRO ECONOMICO E DI DEMOCRAZIA” – Intanto arriva il duro affondo di Silvio Berlusconi che boccia la manovra parlando di rischio baratro non solo economico ma anche di democrazia, rilasciando alcune dichiarazioni ai giornalisti fuori da Palazzo Grazioli: “Abbiamo parlato della manovra che non si conosce esattamente e in particolare del reddito di cittadinanza, una cosa che non sta in piedi, un disastro, perchè spingerà molti a non cercare più lavoro, molti a lasciare lavori tanto paga lo Stato. Riteniamo sia un disastro che non possa portare a eliminare la povertà ma solo un gran buco nero nel bilancio, oltre che un danno e un’ingiustizia per chi lavora”. 

“Auspichiamo la fine prossima di questo governo e che il centrodestra si ripresenti agli elettori unito per vincere”, ha aggiunto. Abbiamo paura che l’Italia possa avviarsi verso un baratro non solo economico ma di democrazia e libertà”. 

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