Tria: “Debito al 140%? Non credo proprio”

(Teleborsa) – “Debito pubblico al 140%? Non credo proprio“. È la risposta del ministro dell’Economia Giovanni Tria ai cronisti al suo arrivo alla riunione dell’Eurogruppo a Bruxelles, in merito alle affermazioni del ministro dell’Interno Matteo Salvini.

“C’è un Def, il documento di economia e finanza, che è stato approvato dal Governo e dal Parlamento. Il Parlamento, com’è noto chiede di non aumentare l’Iva, ma tutto nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica specificati nel Def”, ha specificato il ministro che conferma la volontà del governo di “attuare quello che c’è scritto nel Def. Credo che tutti debbano leggere i documenti del governo, e i documenti ufficiali dicono questo”.

Sull’aumento dello spread, avvenuto a seguito delle dichiarazioni di Salvini sullo sforamento del 3%, Tria ha commentato che “in campagna elettorale i mercati finanziari sono un po’ in fibrillazione“, ricordando che “i fatti per ora sono questi, quindi ci atteniamo a questi obiettivi”.

Il ministro ha poi liquidato come “boutade in campagna elettorale” i rischi di una “Italexit” paventati dall’ex premier Paolo Gentiloni e dall’ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, mentre ha risposto con durezza alle affermazioni del collega austriaco Hartwig Loeger (del Partito del Popolo OEVP), che ieri aveva affermato testualmente (anche in un comunicato) che “non si può più escludere che l’Italia diventi una seconda Grecia”.

Io credo che le persone prima di parlare debbano pensare e questo è un consiglio per chi ha fatto quelle dichiarazioni. E vorrei ricordare che l’Italia non chiede che qualcuno paghi per il proprio debito e che l’Italia ha pagato abbondantemente per i debiti altrui, aiutando altri paesi europei, non avendo mai chiesto un euro”, è stata la risposta di Tria. “Non credo – ha concluso il ministro dell’Economia – che l’Austria abbia pagato quanto l’Italia, che è il terzo contributore, per aiutare altri paesi, compresa la Grecia. Per questo invito i nostri colleghi amici europei a pensare anche loro prima di parlare”.

(Foto: Giovanni Tria )

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