Tria a Davos: “Spread in calo, nessuna manovra correttiva. Rispettiamo deficit”

(Teleborsa) –

È il giorno dell’Italia al World Economic Forum in corso a Davos. Dopo che il Fondo Monetario Internazionale ha inserito la situazione finanziaria del nostro Paese, al primo posto fra i principali fattori di rischio globale, spetta al presidente del Consiglio Giuseppe , il cui intervento è previsto alle 17.30, e al ministro dell’Economi e delle Finanze Giovanni Tria spiegare alla comunità finanziaria internazionale la strategia economica del governo.

La crescita dell’Italia sta seguendo quella di Germania e Europa – “Il problema dell’Italia è che da un decennio, da dopo la crisi finanziaria, abbiamo un tasso di crescita inferiore a quello del resto dell’Europa di circa un punto percentuale”. Parlando a Davos nell’ambito di un panel al quale partecipano anche il commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici e il ministro dell’Economia tedesco Peter Altmayer, Tria, commentando il recente rallentamento dell’Economia italiana, ha affermato che “certamente stiamo soffrendo un forte impatto a causa del rallentamento della Germania, e forse anche della Francia, e dell’Europa”.

Su Brexit serve flessibilità per evitare un no deal – “Penso che dobbiamo essere flessibili, negoziare e negoziare, per scongiurare uno scenario no deal” ha, poi, aggiunto Tria a proposito dell’eventualità che si arrivi alla scadenza di fine marzo con una Brexit senza accordo per il divorzio dall’Unione europea. Una linea condivisa con il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici definito da Tria “un bravo negoziatore”.

“Rispetteremo deficit” – “Lo spread è calato e continuerà a calare” ha affermato Tria facendo riferimento al fatto che l’andamento del differenziale è stato legato a quello della trattativa con la Commissione europea sull’obiettivo di deficit. A margine dei lavori ha aggiunto che l’Italia centrerà gli obiettivi di deficit per il 2019 e non ci sarà bisogno di una manovra correttiva. “Una manovra correttiva nei prossimi mesi tenderei a escluderla del tutto”, ha affermato Tria ai microfoni di Sky TG24. “In primo luogo – ha spiegato il Ministro – perché prima di sei mesi non siamo in grado di giudicare l’andamento dei conti pubblici e neppure la vera natura del ciclo, quanto rallenta o no”. L’obiettivo di deficit dell’Italia concordato con la Commissione Europea, ha aggiunto, “è un obiettivo sul deficit strutturale e quindi che non tiene conto delle variazioni congiunturali e degli effetti delle variazioni congiunturali sul livello del deficit”.

“Non vogliamo nessuno scontro con Francia e Germania” – “Nessuno vuole uno scontro, né con la Francia né con la Germania. Non dico che non ce lo possiamo permettere, ma non lo vogliamo” ha affermato Tria. In merito alla tensione crescente con la Francia che, secondo indiscrezioni, rischierebbe di interferire con i dossier Alitalia e Fincantieri, il Ministro parlando con i giornalisti ha, poi, aggiunto che auspica sia “decrescente”. “È chiaro che si possono avere discussioni su singoli punti, ma in sede europea ogni Paese discute con gli altri per cercare soluzioni comuni” ha concluso.

(Foto: Giovanni Tria )

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