Tregua (armata) con l’Ue: l’Italia evita la procedura e in manovra spuntano le misure “salva conti”

(Teleborsa) – Dopo mesi di braccio ferro, sospiro di sollievo per l’Italia che evita la temuta procedura d’infrazione. Almeno per ora. Sì, perchè ovviamente il nostro paese resta un osservato speciale e la Commissione Ue continuerà a marcarci stretto, sorvegliando il debito molto da vicino.

CONTE: “CON UE NEGOZIATO POLITICO, NESSUN ARRETRAMENTO” – “Il governo italiano “ha salvaguardato l’impostazione della Manovra e non ha ceduto sui contenuti della legge di bilancio”. Queste le parole del Premier Giuseppe Conte nell’informativa ieri al Senato, dopo aver sottolineato che “in queste settimane abbiamo lavorato per avvicinare le posizioni senza mai arretrare sugli obiettivi promessi agli italiani”.

Reddito di cittadinanza, riforma delle pensioni e taglio di quelle d’oro, web tax, rinvio di assunzioni nelle P.A, i capitoli che hanno consentito di superare la vexata quaestio sciogliendo di fatto il nodo della trattativa traItalia e Ue sulla Manovra. Resta però il “giallo” della Tari in bolletta, come già succede per il canone tv. Ma l’emendamento leghista fa storcere il naso a più di qualcuno.

IVA “sterilizzata” nel 2019, mentre si prevede che scattino le clausole di salvaguardia nel 2020 e 2021, con un aumento dal 2020 di 1,5 punti percentuali dell’aliquota ridotta del 10% e di 1,1 punti percentuali di quella ordinaria, mentre nel 2021 dovrebbe incrementare l’aliquota ordinaria del 2%. Questo produrrebbe un amento di 23 miliardi nel 2020 e di 29 miliardi nel 2021 e 2022.

SALDI – L’ammontare dei saldi ridefiniti è pari 10 miliardi e 254 milioni nel 2019, 12 miliardi e 242 milioni nel 2020, 15 miliardi e 997 milioni nel 2021.

DEFICIT – Dal 2,4% previsto dalla nota di aggiornamento al Def di settembre si scende appunto al 2,04% nel 2019, con una previsione dell’1,8% per il 2020 e dell’1,5% nel 2021.

PIL – Rivista la stima che dal 1,5% per il 2019 si attesta al 1%, nel 2020 dell’1,1% e nel 2021 dell’1%.

REDDITO CITTADINANZA E QUOTA 100 – Lo stanziamento per le Pensioni (Quota 100) scende a 4 miliardi dai 6,7 miliardi iniziali, dopo una rimodulazione della platea dei beneficiari; la dotazione per il Reddito di cittadinanza viene invece ridotta a 7,1 miliardi dai 9 iniziali per il primo anno, tenendo in considerazione la minor spesa prodotta dallo slittamento ad aprile. Minore la riduzione per il 2020 (945 milioni) e per il 2021 (683 milioni).

PENSIONI, INDICIZZAZIONI E TAGLI. Previsto il ‘raffreddamento’ dello schema di indicizzazione dei trattamenti pensionistici di più cospicuo importo.Per 3 anni sarà tagliato l’adeguamento delle pensioni oltre i 1.522 euro al mese (3 volte il minimo). La decurtazione maggiore, fino al 60%, scatterà per gli assegni oltre i 4566 euro. L’indicizzazione piena ci sarà solo per le pensioni fino a 1.522 euro, poi sono previste sei fasce di tagli.Confermati gli interventi sulle cosiddette pensioni d’oro con riduzione dei trattamenti più elevati, attraverso la previsione di un contributo di solidarietà temporaneo (per 5 anni) e progressivo per scaglioni di reddito.
Le fasce sono complessivamente 5 e, oltre alla minima e la massima, è previsto un prelievo del 25% per i redditi tra 130.001 e 200.000 euro; del 30% per i redditi tra 200.001 e 350.000 euro; del 35% per i redditi tra 350.001 e 500.000 euro.

Inserita nel maxiemendamento anche la WEB TAX, che prevede una imposta del 3% sulle imprese di eCommerce, su quelle che forniscono pubblicità e trasmettono dati in Rete. Il gettito atteso in tre anni è di 1,3 miliardi, in particolare 150 milioni nel 2019, e 600 milioni in ciascuno degli anni 2020 e 2021.

PIANO INFRASTRUTTURE – Concessa dall’Europa la flessibilità per quasi lo 0,2% del Pil per un piano straordinario di infrastrutture per la messa in sicurezza delle infrastrutture viarie, viadotti, ponti, strade, gallerie, e la gestione dei rischi connessi al dissesto idrogeologico

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