Tre commissari per Alitalia: Gubitosi, Laghi e Paleari

(Teleborsa) – Riflettori ancora puntati su Alitalia. Oggi, 2 maggio, dopo che i soci del vettore italiano, banche e partner industriali (Etihad), hanno votato il commissariamento della compagnia aerea è arrivata l’ufficializzazione.
Il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha disposto con decreto l’ammissione di Alitalia all’amministrazione straordinaria (cosiddetta legge Marzano). Con lo stesso decreto è stato nominato un collegio commissariale composto da Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari. Ora rivelati i nomi del pool di commissari si è già al lavoro per la definizione del secondo decreto quello della concessione del prestito ponte da 300-400 milioni di euro, anche se il Ministro dei trasporti, Graziano Delrio, ha assicurato che anche il secondo decreto “è già pronto”.

L’assemblea straordinaria dopo il fallimento del referendum dei dipendenti sulla proposta di accordo raggiunta dall’azienda con i sindacati, ha votato a favore della richiesta di amministrazione controllata al Ministero dello Sviluppo Economico prendendo atto della “grave situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società”. La richiesta di avvio della procedura, secondo quanto previsto dalla normativa in tema di crisi di grandi imprese, era difatti subordinata alla verifica dell’inconsistenza di livelli minimi di patrimonializzazione ed alla impossibilità di ripristinare i livelli di capitale. In assemblea sono intervenuti Etihad che detiene la maggioranza assoluta del 51% e CAI (con il 49%), che comprende le due banche-socie (Intesa Sanpaolo e Unicredit) e le Poste. 

A questo punto si apriranno i sei mesi necessari a verificare se vi sia un futuro per la compagnia, la quale conferma nel frattempo quanto già anticipato dal Governo, che “i voli e le operazioni non subiranno alcuna modifica e continueranno secondo la programmazione prevista”. 

Quali scenari futuri per Alitalia? Dato che il Governo ha più volte escluso la nazionalizzazione, le ipotesi sono almeno tre: il rilancio della compagnia mediante nuovo accordo con i sindacati, che dopo il NO al referendum hanno fatto un “mea culpa” sulla decisione di lasciare in mano ai lavoratori il destino dell’accordo faticosamente raggiunto con l’azienda; la ricerca di un cavaliere bianco, cioè di un compratore disposto (anche in cordata) ad accollarsi la gestione della compagnia in crisi e risanarla con eventuali sinergie ed economie di scala, una ipotesi che appare certamente improbabile dato che i papabili (Lufthansa in primis) si sono già defilati; il cosiddetto spezzatino, cioè la suddivisione del gruppo in più parti che singolarmente avrebbero un valore e potrebbero far gola ad altri player del mercato. 

Tutto dipenderà poi da cosa deciderà il Governo e da Matteo Renzi, di nuovo Segretario del PD da ieri, anche se l’ex premier ha già detto la sua citando il modello Meridiana. Comunque vada ormai il prezzo da pagare sarà salatissimo per i 12.500 lavoratori della compagnia in crisi, che dovranno sottostare a pesanti tagli o alle ripercussioni di una liquidazione. 

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Tre commissari per Alitalia: Gubitosi, Laghi e Paleari