Trasporto aereo siciliano, una realtà in via di consolidamento e sviluppo

(Teleborsa) – Il consolidamento e lo sviluppo del trasporto aereo siciliano, caldeggiato dalla Regione Sicilia e dal suo Presidente Nello Musumeci, attraverso strategie di razionalizzazione e integrazione, sono stati i temi al centro del Convegno “Il trasporto aereo nell’Europa delle Regioni: la rete aeroportuale della Sicilia” tenuto all’Università di Catania, organizzato dal centro studi Demetra in collaborazione con ENAC, Assaeroporti e SAC, la società che gestisce l’aeroporto “Vincenzo Bellini” di Catania.

Un momento quanto mai opportuno per SAC per dare l’annuncio dell’avvenuta acquisizione del 100% di Intersac, società che detiene oltre il 65% di Soaco, società di gestione dello scalo aereo “Pio La Torre” di Comiso.

Erano presenti al convegno anche il Presidente ENAC Nicola Zaccheo e l’ex Presidente Vito Riggio, che oggi è anche consulente del Governo Regionale dell’Isola per il trasporto aereo. Teleborsa ha raccolto le loro opinioni in merito al trasporto aereo dell’Isola

Nicola Zaccheo neo presidente dell’ENAC, gli aeroporti della Sicilia Palermo Trapani Catania e Comiso sono la terza realtà italiana

“Si è assolutamente vero, proprio la settimana scorsa abbiamo pubblicato i dati del traffico relativo al 2018 e, appunto, i due scali principali siciliani e gli altri scali minori, costituiscono, con più di sedici milioni e mezzo di passeggeri, il terzo polo, dopo il polo romano, quindi Roma Fiumicino, e il polo milanese, Milano Malpensa e Linate”.

Prospettive e obiettivi

“I volumi che si prospettano qui in Sicilia di crescita sono veramente elevati, pensi che avevo dato un’occhiata ai numeri e le previsioni di qualche tempo fa, appena qualche anno fa, c’erano delle stime del traffico aereo ben al disotto della realtà e le prospettive future sono ancora più promettenti”.

Si può parlare di continuità territoriale?

“Certo, quella deve essere sempre garantita, quindi soprattutto nelle isole e in quelle zone in cui, purtroppo, le infrastrutture sono carenti. Qui noi siamo a parlare di reti aeroportuali che sono un concetto fondamentale, però senza l’intermodalità, cioè senza le interfacce, le relazioni delle strutture aeroportuali con le altre strutture e infrastrutture di trasporti, sarà difficile far partire veramente il nostro paese in maniera moderna”.

Professor Riggio dopo 15 anni alla guida del ENAC, lei ha assunto il ruolo di consulente del governo regionale per il trasporto aereo, quali sono gli obbiettivi?

“Io ho avuto un mandato preciso dal Presidente della Regione, cioè cercare di realizzare il prima possibile una fusione tra Catania e Comiso, da una parte, Sicilia Orientale, Trapani e Palermo dall’altra, Sicilia Occidentale. Per la parte della Sicilia Orientale gli azionisti hanno deliberato di acquisire da parte di Catania il controllo di Comiso e di procedere poi ad una cessione delle quote di maggioranza.
Per quanto riguarda Trapani e Palermo, bisogna prima mettere in sesto Trapani, poi cercare di realizzare questa fusione. Ci stiamo lavorando, è divertente per me occuparmi di una cosa della quale mi ero occupato in quanto Presidente dell’ENAC, ma fa parte dei tentativi che io ho sempre fatto in questa direzione”.

Ci sono molte difficoltà? Oppure c’è una predisposizione da parte dei vari soggetti interessati?

“Catania che ha appunto un azionista maggioritario, ha dichiarato di voler realizzare questa fusione con Comiso, nel senso che acquisisce il controllo di Comiso. Per quanto riguarda Palermo e Trapani è più difficile perché sono posizioni diseguali, in una è azionista la Regione, nell’altra è azionista l’Area Metropolitana di Palermo, il Comune di Palermo; spero che si parlino, e arrivino ad una conclusione, perché credo si tratti di persone intelligenti, che non possono non capire che l’unione, in questo caso più che mai, fa la forza”.

Quindi dopo la Puglia, anche la Sicilia dovrebbe avere il secondo accorpamento?

“La Puglia è nata così, quindi è più facile perché è stata data alla Regione la maggioranza delle quote azionarie di tutti e quattro gli aeroporti esistenti e c’è stata una razionalizzazione, sotto la regia, sotto la responsabilità, della Regione, qui invece si è proceduto nella logica di darlo alle Camere di Commercio e agli Enti locali e questo crea delle difficoltà perché politicamente sappiamo che il provincialismo non tende ad aggregarsi, ma tende anzi a separarsi. Tuttavia l’ultima fusione che noi abbiamo realizzato in termini di rete è quella toscana, dove Pisa e Firenze, che erano prima pubbliche, sono state acquisite da un privato, il quale ha proceduto a fonderle, quindi questa è anche una via possibile”.

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