Trasporti, imprenditori “cargo ferroviario” a Governo: “E’ ora di investire”

(Teleborsa) – Infrastrutture ferroviarie obsolete da adeguare (ad esempio il tunnel del Frejus), il mancato rinnovo inManovra” degli incentivi legati alla “Cura del Ferro” e un ritardo complessivo delle opere già “in cantiere” (la TAV) mentre il Governo realizza l’analisi costi benefici.

“Il settore del trasporto su ferro – spiega Guido Gazzola, Presidente Assoferr, che con Confetra e Confindustrio ha “promosso” il Forum – dopo anni di crescita importante (+8% nel 2017) inizia a soffrire del rallentamento economico in atto ma anche delle scelte di politica economica che sembrano andare in senso opposto a quanto realizzato fini ad oggi. Così dopo la crescita arriva il down: -0,8% il risultato dei primi 6 mesi dell’anno (legato anche a cause contingenti come Pioltello o gli scioperi in Francia)”.

“Inoltre – precisa il Presidente – speriamo che l’incentivo Ferrobonus, che sembra non essere stato incluso per il prossimo anno, sia invece riattivato, altrimenti danno per gli imprenditori del settore”.

Di questo si è parlato lunedì 26 novembre al Palazzo Ducale di Genova durante il “Forum di Pietrarsa 3”, che si è spostato quest’anno appunto nella “città ferita”. Anche se proprio oggi sono emerse novità sulla ricostruzione del ponte, con Fincantieri che insieme a Salini Impregilo ha presentato il suo progetto. Un’infrastruttura fondamentale anche per i trasporti da e per il porto.

Ma anche altri argomenti hanno tenuto banco al Forum come, ad esempio, la forte polemica sulla Tav: il commissario straordinario del governo per l’asse ferroviario Torino Lione Paolo Foietta, ha definito infatti “ipocrita” il “traccheggio” del Governo e avvertito che dal 2019 in caso di ritardi la perdita sarà di 75 milioni al mese.

E proprio nel corso del Forum è stato ricordato, per quanto riguarda il Corridoio Mediterraneo, come la Francia sia il secondo partner commerciale dell’Italia. Ma nonostante questo, il tunnel del Frejus ha 150 anni e grande necessità di adeguamenti, esistono non a caso forti limitazioni per il trasporto di merci pericolose, mentre la linea Genova-Ventimiglia appare tecnologicamente e strutturalmente inadeguata.

Anche verso la Germania le cose non vanno meglio: per il Corridoio Reno-Alpi, Terzo Valico si segnala infatti come, ad esempio, il completamento del tunnel di base del Ceneri, sia l’unico nodo penalizzato su tutto il percorso. E pure in questo caso regna un’incertezza (letale per gli operatori economici): tutte le opere legate al porto termineranno o no nel 2021?

“Le analisi sui costi benefici delle infrastrutture si facciano a porte aperte – commenta Nereo Marcucci, Presidente di Confetra – e, visto i 9 mesi trascorsi dall’avvio di tale analisi, auspichiamo che i risultati vengano alla luce con ragionamenti puntuali su ogni opera che stiamo chiedendo. Credo sia un dovere arrivati a questo punto, che il Governo ci spieghi se possiamo suggerire delle variabili oppure se è già stato tutto deciso”.

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